Si perché questa volta eravamo in 4 a sfidare la montagna, due sul lungo e due sul corto. E Questa volta abbiamo vinto noi, tutti quanti!
Si conclude quindi con un successo l’ultima prova dolomitica stagionale per Becomeahero che porta al traguardo questa volta tutti i suoi riders.

La gara non è stata delle più semplici, complice il tempo e qualche guaio tecnico e fisico ma nonostante tutto ha prevalso la voglia di arrivare in fondo alla fatica.

Ma andiamo alla gara.. vi racconto velocemente la mia per poi dare spazio ai commenti di Eliano alla sua prima gara ufficiale e a Paolo.

LA MIA 3EPIC!
Arriviamo a Pieve di Cadore con un timido sole di fine estate, è venerdi 4 settembre, il giorno prima della gara. Per strada pochissima gente, si viaggia bene.

per strada

Siamo io ed Eliano, Paolo e Mauro alloggeranno da un’altra parte, non siamo riusciti a trovar posto tutti insieme questa volta.
Ad accoglierci una simpatica famigliola che gestite una locanda in centro, niente di particolare ma è pulito e confortevole, l’ambiente è familiare e soprattutto ci consentono di portare la bici in camera.

Sbrigate le formalità di check-in partiamo alla volta di Auronzo di Cadore da dove partirà la gara per confermare l’iscrizione e ritirare chip e pacco gara, non prima però di fare “rifornimento” con prodotti tipici locali..

canederli

Arrivati ad Auronzo troviamo tutti in fermento, ci dirigiamo in centro dove c’è il villaggio sportivo con tutti gli stand degli sponsor, si inizia a respirare già l’atmosfera dell’evento

villaggio 3epic

Ritiriamo il chip e pacco gara

ritiro pacco gara 3epic

che devo dire è molto ben fornito

pacco gara 3epic

nel frattempo arrivano anche Paolo e Mauro, sbrigate le formalità di iscrizione anche per loro facciamo un rapido giro tra gli stand e ammiriamo un sacco di bici di altissimo profilo, sembrano tutti agguerriti, c’è meno gente diciamo in confronto alla Hero o alla Dolomiti Superbike ma sembrano tutti dei pro, il livello sarà alto immaginiamo..

La giornata alterna sprazzi di sole caldo a momenti in cui si annuvola e piove addirittura per qualche minuto, per poi tornare di nuovo al sole e al caldo. Le tre cime non vogliono mostrarsi oggi, sono nascoste dalle nubi. C’è molta instabilità, per domani le previsioni sono pessime ed infatti la protezione civile e l’organizzazione gara sono in constante contatto e si valutano eventuali piano B e C a seconda delle condizioni del giorno dopo.

Torniamo quindi in hotel, dato che non siamo proprio vicini preferiamo rimanere ognuno nel proprio la sera, per non stancarsi troppo. Prepariamo le bici, montiamo le tabelle numero e il chip. Tiro fuori lo zaino e decidiamo di portarci dietro almeno un cambio asciutto. Scendiamo per una pizza, da Paolo e Mauro sta già iniziando a piovere.. andiamo bene.. Anche da noi il cielo pian piano inizia ad annuvolarsi

Pieve di Cadore

La serata finisce in un locale dove tra grappe e digestivi (la mia pizza nduja-cipolla-peperoni necessitava di un aiutino..) facciamo le ultime considerazioni sulla gara, ci vediamo già tra i monti a scalare le tre cime, avvolti nella nebbia.. ma queste sono le grappe probabilmente!

Sveglia alle 5.30. La prima cosa che faccio e aprire le persiane.
Non piove.. DILUVIA!
Scendiamo a fare colazione e con noi ci sono altri tre ragazzi. Due di loro hanno già deciso di non partecipare. Noi siamo indecisi, al momento piove forte ma è ancora presto, magari smette pensiamo.. fatti armi e bagagli carichiamo le bici sotto il diluvio e ci dirigiamo ad Auronzo. Il corto e il lungo partono ad orari differenti, ci sono quasi due ore da una partenza all’altra. Io che ho il lungo arrivo giusto in tempo per parcheggiare. K-way, sopra il casco la cuffia da doccia dell’albergo. Mi dimentico i calzari e questo errore si rivelerà fatale! Ho già su i guanti con sotto quelli in lattice ma devo ancora mettermi la crema riscaldante.. niente, lascio perdere e mi dirigo in griglia. Piove ancora e infatti ora che parte la gara sono già tutto bagnato. Allo start, dopo una presentazione stile “gladiatori” da parte del simpaticissimo speaker che carica a dovere il gruppo, partiamo siamo e dietro alla safety car per non correre rischi. Ci lanciamo giù per la statale asfaltata sotto il diluvio a 50km/h per circa 5/6 chilometri, giusto il tempo di far entrare acqua in qualsiasi punto delle scarpe… mai più senza calzari! piuttosto pellicole di domopack avvolta sulle scarpe come vedo in molti altri concorrenti..

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Appena la strada inizia a salire smette anche di piovere ma ormai non fa differenza, sono bagnato ovunque. La prima salita è pedalabile e si sale bene anche se il ritmo del gruppo è sostenuto, nel frattempo mi raggiunge Mauro che per la fretta si è dimenticato la borraccia! Fortunatamente io ne ho due e gliene lascio una, facciamo la strada inseme.

La prima salita vola via, giù veloci in discesa per poi arrivare al muro di 1,5km al 15%. E’ dura ma si sale anche qui, i km passano ma i piedi sono sempre ghiacciati, sento che le cose non stanno girando a dovere

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Nella seconda lunga salita di giornata infatti le cose peggiorano. Le gambe non girano, sudo in continuazione nonostante faccia freddo (sono l’unico in maniche corte..), sento lo stomaco sottosopra e nel frattempo mi crescono i capelli come Michel Knight di Supercar.. (Eliano sei un pirla.. ahahah)

mirko knight

l’espressione la dice lunga.. non ci siamo.. arrivano anche i crampi come se non bastasse! Scendo e spingo. Mauro mi fa compagnia per un pò ma poi visto che le cose non migliorano gli consiglio di andare.
Per la prima volta la vedo dura.. non penso a fermarmi ma devo fare i conti con i fatti, non riesco a salire! Tengo duro, tra spinte, crampi e momenti in sella riesco finalmente ad arrivare in cima.

Li mi “libero” diciamo, prendo fiato. Mi rimetto il K-way per affrontare la discesa. Adesso almeno di stomaco sto meglio ma i piedi bagnati sono una cosa che davvero mi da un fastidio infinito, cercherò di non trovarmi più in queste condizioni..

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La corsa è incastonata in uno scenario da favola, i panorami sono mozzafiato e la ciclabile del lago di Misurina è da cartolina, anche se il tempo e le nuvole fanno di tutto per nascondere il paesaggio.

Immagine

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Tra vari saliscendi..

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…si arriva alla mitica salita delle tre cime, 4 chilometri di duro e ignorante asfalto che non ammette repliche, si sale sempre e non molla mai con pendenze di tutto rispetto che costringono tanti bikers a scendere dai pedali. Le cime si stagliano davanti a noi maestose cercando di far capolino dalla coltre di nubi che oggi però ha deciso di nascondercele..

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In questo tratto si rincorrono le voci nel gruppo che, visto il tempo, la corsa potrebbe finire al rifugio Auronzo e si possa saltare quindi il Vallon.. Io non ci do più di tanto peso perché in qualche modo devo comunque salire e in qualche altro modo devo comunque scendere quindi mi cambia poco. La salita è tosta! Visto tutto il tempo perso in precedenza arrivo in cima con appena 15 minuti di margine sul tempo del cancello. Adesso è fatta penso, pian piano scompare il grosso della fatica e mi si apre lo stomaco. Mangio in rapida successione e in ordine sparso banane, mortadella a cubetti, torta al cioccolato, grana e un panino. C’è anche un bel the caldo ad attendermi e questo è un vero toccasana visto che siamo in mezzo alle nuvole a 3300mt di altitudine. I ragazzi dei ristori sono fantastici e meritano una menzione, sempre gentili e premurosi, qui al rifugio Auronzo c’era anche una signora che si offriva di pulirci gli occhiali, un must per affrontare nel migliore dei modi la discesa che ci attendeva! Ho dei vestiti asciutti nello zaino ma non ho voglia di star li a cambiarmi. Cambio quindi solo i guanti mettendo quelli più pesanti che avevo con me e se non fosse stato per l’aiuto provvidenziale di un bikers non sarei nemmeno riuscito a metterli. Parlo alla volta della discesa del Vallon, il famigerato “Laveredo Supertrail” con i guanti indossati a metà!

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Qui il percorso si fa molto tecnico, il fondo sono tutte rocce e sassoni con ripidi tornanti a 180 gradi che richiedono una buona dose di equilibrio e sangue freddo. Ci sono molti punti dove si è costretti a scendere ma tutto sommato il percorso è piacevole, sono 5 km in cui si perdono 1000mt di dislivello, la pendenza sfiora il 20% e il fondo è tutt’altro che stabile.

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In questo tratto incontro a piedi Orietta, l’istruttrice di spinning che tra un’imprecazione e l’altra procede a piedi lamentandosi del tratto forse un pò troppo tecnico, nonostante lei abbia una full deduco che non l’abbia proprio digerito..

Finto il Vallon quello che mi trovo davanti è forse ancora peggio.. infiniti single track nel bosco dove la pioggia ha reso il fondo peggio che camminare sul ghiaccio con delle scarpe da tip tap! La bici non sta dritta un attimo, zero aderenza, ad ogni metro si rischia di finire per terra ed infatti in un salto riesco miracolosamente stare in sella ma i piedi mi si staccano dai pedali facendomi atterrare pesantemente sulla sella, cosa che di li a breve si rivelerà fatale..

Fortunatamente finisce il tratto maledetto e dopo un breve trasferimento su asfalto finisco sulla ciclabile che porta all’arrivo, vedo il cartello dei 10km e guardando l’orologio sento dentro quel calore dovuto al fatto di avercela fatta.. credo.. adesso è tutto piano, strada bianca, il palazzo del ghiaccio con l’arrivo sono dietro l’angolo penso.. mi butto giù a cannone quindi sfiorando i 40 orari, la fatica ormai l’ho lasciata da qualche parte nei boschi, si viaggia bene adesso, la temperatura è piacevole.

Sento la sella un pò troppo ballerina però, ho una strana sensazione e inizio a tastare il carro per vedere se si è spostato.. in quel momento capita l’imprevedibile, il canotto in carbonio (cobalt 11 della crankbrothers, mica pizza e fichi..) si spacca letteralmente in due all’altezza del collarino! probabilmente la botta di pochi minuti prima nel bosco gli è stata fatale.. rimango a piedi per alcuni minuti ad osservare la scena. La gente che mi sorpassa non crede ai propri occhi..

canotto

io non so che fare, penso per un attimo a levare il pezzo rotto per inserire quel che è rimasto della sella nel canotto ma il tempo mi è contro, se voglio arrivare al traguardo in tempo devo muovermi ADESSO.

Riparto quindi incredulo, in piedi, mancano poco meno di 10km, fortunatamente la strada adesso è in piano e tra l’incazzatura e la voglia di finire torno a spingere forte. La strada non passa mai, è davvero dura farsela tutta in piedi, a volte sono costretto a prendere fiato adagiandomi sulla canna delle bici ma prevale la voglia di finire e quindi tengo duro e spingo. Guardo tutti i cartelli, 5, 3.. uff non passa più, poi finalmente intravedo il palazzo del ghiaccio! ultima salitella e ci sono, non ci credo, tra mille peripezie sono arrivato! Mancano 15 minuti al tempo limite, ce l’ho fatta! Entro tra gli applausi della gente sul traguardo e gli sguardi increduli di chi mi vede arrivare senza sella! Sotto lo striscione mi viene messa al collo la splendida medaglia “finisher”, ragazzi questa me la sono proprio sudata, è tutta mia! Tra il pubblico riconosco Paolo, gli corro incontro e vedo che arriva con la catena in mano, anche lui ha spaccato alla fine, non ci credo!

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Ma la cosa bellissima è che siamo arrivati tutti e 4, tutti sono riusciti a concludere, spettacolo!!!

che dire ragazzi.. dura! per me è stata dura, non ero a posto ma ho sofferto come alla Hero! Posti bellissimi, devo dire ottima organizzazione e sono soddisfatto!

leggo solo in questo momento sul telefono la mail del prof, gli amici del MIB di Trieste che mi avvisava di essere in zona. Peccato non esserci incontrati, sarebbe stata una bella occasione. Mille pensieri mi frullano in testa ma uno su tutti prevale: adesso voglio solo una doccia calda! nel frattempo ricomincia a piovere.. via in albergo! e alla prossima!

ps. colgo l’occasione per ringraziare Francesco e sopratutto Sonia di +WATT che ha elaborato per noi la strategia di alimentazione pre-durante e post-gara! Ottimale!!!

LA 3EPIC di ELIANO

Uhm ! Da dove cominciare ?!?…sveglia alle 5:30, accendo la luce e aprendo gli occhi, realizzo che è arrivato il grande e atteso giorno della mia PRIMA GARA.

Sia io che Mirko ci fiondiamo giù dalle brande per vedere com’è il tempo fuori dalla finestra dell’hotel…oh cavoli diluvia!…. In quel momento sale un po’ di sconforto perché sapevamo che ci sarebbe stato un tempo di “M”ma non dalla partenza!
Scendiamo a fare colazione e scambiamo quattro chiacchiere con tre ragazzi iscritti alla gara ma dei quali uno solo parteciperà perché gli altri due hanno deciso di rinunciare.

Carichiamo le nostre bike e ci dirigiamo in macchina ad Auronzo continuando a ripetere la solita frase :“Partiamo e se vediamo che peggiora torniamo a casa!”.

Arrivati ad Auronzo scarichiamo le bike e ci dirigiamo verso la partenza;saluto Mirko perché parte alle 8:00 per “il lungo” insieme a Mauro mentre io mi rifugio sotto la tettoia del comune in attesa che arrivino le 9:30 per la mia partenza.

Verso le 9:00 mi raggiunge Paolo, una veloce spalmata di crema riscaldante sulle gambe e tremolanti dal freddo (7°C ) ci dirigiamo in griglia di partenza;arrivati si sentono commenti di tutti i generi :c’è chi dice che la gara finirà al rifugio Auronzo e che non si farà la discesa del Vallon, chi insinua che non ci faranno partire proprio…e invece, un po’ in ritardo da programma ,si parte.

Lo speaker grida il via alla gara…un veloce “in bocca al lupo “a Paolo e si inizia a far girare le gambe… mi sento bene e fortunatamente non piove; vedere le persone ai lati che ci incitano mi fa sentire come un cavaliere d’altri tempi in partenza per la battaglia, che emozione!!!
Prendiamo la ciclabile in direzione Cason de La Crosera un tratto tranquillo con una leggera pendenza preparatoria per far scaldare il motore dei nostri quadricipiti, tutto ok mi sento al top nonostante non abbia dormito bene, le gambe girano alla grande e i battiti sono in un range ottimale; intanto scambio due chiacchiere con Paolo commentando il paesaggio meraviglioso intorno a noi.

Dopo 7Km circa ci fermiamo per togliere il k-way perché il caldo inizia a sentirsi e in tutta velocità lo infilo nello zaino ma mentre cerco di chiuderlo la zip della cerniera mi resta in mano (“iniziamo bene”)…..va bè in qualche modo la sistemo e si riparte.

Arrivati al primo ristoro scofaniamo un po’ di tutto e con la panza piena e idratati si riparte per la salita più impegnativa della gara in direzione Forcella Maraia (2100 m), 10Km inizialmente al 15% per poi livellarsi sul 10-12%,…mooooolto tosta, ogni tornate è una sfida ma per mia fortuna le gambe e il fiato hanno risposto bene (mai un dolore);riesco a sorpassare anche degli atleti e sempre più gasato continuo e continuo ripetendomi di non mettere mai i piedi a terra….. ma a 300 m dallo scollinare si forma un imbuto di atleti devo scendere e farla a piedi (peccato ma non c’era verso di salire in sella) nel frattempo ho riso e scherzato con dei ragazzi di Reggio Emilia al punto da avere i lacrimoni agli occhi…in un attimo il sentiero scollina e si risale in sella direzione ristoro Forcella Maraia.

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Appena arrivato bevo un po’ di tè caldo, riempio la borraccia e aspetto Paolo che arriva dopo circa 5’…tempo anche lui di scaldarsi con un paio di bicchieri di tè caldo e si riparte per la discesa che ci porterà prima al Col de Varda e poi a Misurina.

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Paolo in discesa parte a cannone distanziandomi un po’ mentre io non avendo ancora la giusta confidenza con la discesa me la prendo più comoda….ci ritroviamo poi al ristoro del lago di Misurina.

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Mangiamo qualcosa e ripartiamo in direzione Forcella Alta su strada mista asfalto – sterrato per poi finire con l’ultimo strappo su una vecchia mulattiera.

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In salita distacco un po’ Paolo che ha avuto un attimo di crisi e proseguo di buon ritmo senza cedere mai, una volta scollinato mi fiondo verso Malga Rimbianco prima su una discesa tranquilla di strada asfaltata per poi deviare a sinistra su sentiero umido tra rocce, fango e radici parecchio scivolose e ad un certo punto, per come avevo le gomme piene di fango, mi sembra di guidare una fat bike.

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Arrivato in qualche modo a Malga Rimbianco mi fermo per riprendere fiato e bevo un po’ di Sali (misto terra), dopo un paio di minuti arriva anche Paolo e , tempo di salutarlo, riparto per la mitica salita su strada in direzione Rifugio Auronzo (2300 m)…l’ultima salita di 4Km dove la pendenza si fa sempre più seria dal 12% con tratti anche al 15% in questo passaggio nonostante la fatica sulle gambe mi sono imposto di non fermarmi e guai a mettere giù un piede…e cosi è fino al rifugio Auronzo, ho visto parecchi concorrenti spingere la bici ma io guai e a testa bassa fin su!!!

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Mancano poco più di 200 m al Rifugio Auronzo ed ecco che si presenta il mio classico sorriso da “ebete” per essere arrivato fino in cima…che emozione passare l’ultimo cancello con persone che ti incoraggiano e ti dicono:” bravo!”;mi fermo ad aspettare Paolo e nel frattempo mangio un panino e due fette di torta accompagnate da dell’ottimo tè caldo d’annata….ed ecco che spunta Paolo, corro da lui per le consuete pacche e complimenti reciproci, si mangia ancora insieme qualcosa…ma non è finita qui, Paolo a un certo punto mi grida :“Ely è arrivato Mauro”…e lì è festa grande condita dalla commozione, sembrava di essere a un ritrovo di vecchi amici che non si vedevano da anni…Mauro mentre si rifocilla, ci racconta un po’ la sua avventura e che Mirko non si è sentito bene ….ma conosciamo bene Mirko e sappiamo che in qualche modo finirà la sua epica gara…ne siamo sicuri!!!
Un veloce cambio d’abiti indossando quelli asciutti e via per la famigerata e tanto attesa discesa del Vallon.

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Cavoli che discesa!!!…il fondo è una distesa di ghiaia smossa e fatico a tenere controllata la ruota anteriore, in più si aggiungono passaggi parecchio scassati dove è d’obbligo scendere per non cadere (da strizza alle chiappe)….comunque nonostante le mille peripezie riesco anche a divertirmi parecchio (il mega sorriso della foto rende l’idea)

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…alla fine del ghiaione si entra nel bosco, dove il fondo cambia spesso, s’incontrano rocce sporgenti, fango misto fogliame e radici trasversali che rendono la percorrenza parecchio lenta e ,anche qui ,qualche passaggio lo faccio a piedi.

Uscito dal bosco arrivo finalmente sulla ciclabile che mi porterà diretto all’arrivo, purtroppo sono solo perché Paolo e Mauro in discesa van più spediti di me (scoprendo poi che mi hanno distanziato di 15’), mancano solo 8Km e diluvia tantissimo, cerco di tirare un po’ portando la mia velocità intorno ai 30Km/h…sono raggiunto da un ragazzo di Padova e iniziamo a fare un po’ di conversazione sulla nostra avventura, tra una chiacchiera e l’altra ci ritroviamo a pochi metri dall’arrivo…che spettacolo sentire le voci della folla che aspetta il tuo arrivo…appena entrati, siamo acclamati da tantissime persone che non sanno minimamente chi siamo ma ci fanno tutti i complimenti per la nostra impresa epica… alla mia destra oltre la transenna sento gridare:” GRANDE ELY”….sono Paolo e Mauro che hanno aspettato il mio arrivo…in un attimo sono da me e su di pacche e abbracci…credetemi un’emozione enorme!

Dopo che mi fu posta la tanto sudata medaglia al collo la stanchezza per incanto svanisce e paradossalmente sarei ripartito per ripetere la gara…

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Qui si conclude la mia piccola ma gloriosa avventura alla 3Epic!

Ringrazio la mia fantastica compagna di vita Sabrina per aver sempre creduto e tifato per me e ringrazio anche i miei compagni d’avventura “Mauro,Mirko e Paolo” per la nascita di questa meravigliosa amicizia.

P.S.: Ah….,dimenticavo,…anche Mirko ha finito la gara e che finale!…andate a leggere la sua avventura!!!

LA 3EPIC di PAOLO

Ci siamo,
dopo la Hero è la volta della 3Epic.

Questa è una di quelle gare che arrivano dalle iscrizioni dell’anno precedente, quando ancora pensavo che l’allenamento invernale mi avrebbe portato ad essere in forma per affrontare sia la Hero che la 3Epic, ovviamente…mi sbagliavo!

Causa la moltitudine di problematiche fisiche già elencate (nel racconto della Hero), mi ritrovo al nastro di partenza nelle medesime condizioni (in soldoni), zero salita dalla Hero e solo qualche Km su strada bianca… un grande classico, sono specialista di queste imprese impossibili… direi che ci sono tutti gli elementi per fare bene..

Questa volta faccio il percorso corto (2300mt il dislivello e 55Km), sono sinceramente più sereno; fisicamente anche se mi sono dedicato al riposo, mi sento meglio, inoltre non sento l’ansia che mi agitava alla Hero, questo è un buon punto di partenza.
Le condizioni meteo non promettono nulla di buono ma stranamente sono fiducioso.
Oggi al mio fianco ho solo la New Entry (Eliano), Mauro e Mirko sono iscritti al percorso lungo e ci sono buone probabilità di incrociarsi strada facendo.

A pochi minuti dalla partenza facciamo le ultime considerazioni,vestiario,ritmo gara ecc.. in griglia i Bikers si scambiano pareri sul meteo e l’atmosfera è calma, non percepisco particolare tensione, anche Eliano alla sua prima esperienza mi sembra serafico, rilassato, mi dice di volersi fare solo una bella pedalata tra i monti… (alla faccia della pedalata..)

….via… siamo partiti, affrontiamo i primi Km in falso piano costeggiando il lago di Auronzo, la bici è perfetta, lo zaino è leggero e il ritmo è quello giusto,la pioggia al moneto si è fermata, si pedala ma il tempo è comunque incerto…

3Epic (3)

Passati circa 10Km inizia la salita vera, quella che ci porterà dal Cason de La Crosera alla Forcella Maraia, sinceramente le pendenze sono impegnative ma molto più pedalabili rispetto alla Hero.

Salgo di buon passo insieme ad Eliano che sembra averne più di me, cerco di trovare il ritmo giusto senza esagerare ma la salita con il passare dei Km si fa sempre più ripida e scassata, inoltre a complicare le cose abbiamo pure il fango creatosi nei giorni di pioggia precedenti, noi però…pedaliamo !

3Epic (2)

L’ultimo tratto di questa salita che inoltre è anche la più lunga di tutta la gara è molto impegnativo, il fondo è zeppo di pietre, pedalare è difficile, questi continui cambi di ritmo mettono a dura prova fiato e gambe….inizio a spingere a piedi…non dubitavo…fortunatamente si tratta di qualche centinaio di metri … la cima (2100mt) è li, la vedo e mi rimetto in sella per scollinare verso il ristoro. Questa volta mangio anche se non ho fame, alla Hero avevo lo stomaco chiuso e non ho mangiato quasi nulla in gara.

Al ristoro con Eliano troviamo il tempo per fare le classiche considerazioni sulle pendenze, mangiamo il possibile, prendiamo fiato e ripartiamo con una breve discesa ed uno strappetto di salita che ci porterà al Col de Varda. In questo tratto di salita perdo Eliano che aumenta il ritmo, la condizione fisica è ancora buona ma non ho gamba per stargli dietro e mi accontento di salire senza strappi.

Le pendenze sono importanti ma non proibitive e senza troppe complicanze mi faccio anche questa salita.

Da qui una bella discesa verso il lago Misurina…

3Epic (6)

… i paesaggi sono bellissimi ma la nebbia e le condizioni meteo avverse limitano la visibilità, ci aspetta un altro ristoro prima del tratto finale che ci porterà fino al rifugio Auronzo a quota 2300mt, passando per la Forcella Alta e Malga Rimbianco.

3Epic (1)

Le condizioni meteo iniziano a peggiorare, la pioggia si fa più insistente, c’è molto fango ed in alcuni tratti sembra di pedalare nelle sabbie mobili…la fatica è tanta,il freddo aumenta e la pioggia ora è copiosa.

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A livello di abbigliamento sono messo bene, ho i cambi nello zaino e tutto il necessario per viaggiare asciutto, qui nn si molla! (….ma che mollooo!!)

La salita verso il rifugio Auronzo è davvero dura, i tratti nel fango sono complicati e gli ultmi 4Km su strada tirano davvero forte, faccio fatica a salire ma sono ancora lucido, non mi rimane molta gamba ma questa è l’ultima salita, stringo i denti e cammino dove non riesco a pedalare….ancora qualche metro e ci sono, vedo il rifugio ed i cancelli da passare per la conferma del tempo intermedio, ancora qualche pedalata e ci sono…ECCOMI…sono in cima all’ultima salita.

Mi giro e vedo Eliano che si abbuffa nel ristoro… comprendo che è già qui da qualche minuto, ci salutiamo, solite considerazioni, un panino, The caldo e dalla salita spunta pure Maurino!! Non ci credo, ha fatto il lungo, circa 30Km più di me ed una bella salita aggiuntiva…in pratica ci ha recuperato. Lui e Mirko sono partiti un’ora prima ma è comunque una grande prestazione la sua. Mirko invece non arriva, crediamo si sia ritirato, forse, in realtà non lo sappiamo, sembra abbia avuto problemi di stomaco…vedremo.

A questo punto siamo io, Eliano e Mauro appena arrivato, ci aspettano 16Km di discesa stra-impegnativa, SingleTrack in quota e pezzi nel bosco viscido…non sarà facile.

Ci asciughiamo per bene, un cambio di vestiti e via, si parte per questa discesa infinita… non mi risparmio, il matto di Maurino mi segue, Eliano più accorto lo perdiamo con l’andare dei Km.

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Cado due volte sul singleTrack in quota, salvato anche dalla rete di protezione per non finire nel burrone…mi rialzo, nulla di rotto, la discesa è scassatissima e pendente, davvero dura, le ns bici vengono messe a dura prova. Sassi, buche,fango,canali,salti,gradini ecc… per non farmi mancare nulla mi sparo anche un bel volo a velocità Replay, in un tratto zeppo di fango in discesa, Maurino se la ride alle mie spalle…la sella intanto si inclina e la punta spara verso l’alto…superpacco!

L’ultimo tratto della discesa nel bosco viscido è davvero duro, ci vuole grande attenzione le insidie sono numerose ma ormai siamo in dirittura d’arrivo, sbuchiamo sulla strada bianca che costeggia il lago ……. in direzione arrivo, un falsopiano con pendenza a favore, ci diamo dentro con tutte le energie rimaste e pedaliamo come matti con punte di 43Km/h , tra pioggia e pozze, adesso piove davvero forte..prima arriviamo meglio è…
Sto per portare a termine questa gara e sarebbe la prima…non sono allenato ma ho tenuto duro, ho conservato le forze e sto spingendo a cannone l’ultimo rapporto disponibile,viaggio sicuro verso la meta…entro nell’ultimo Km di gara e poi….Crack…catena spezzata.

Non bastava il poco allenamento, il fango, la pioggia, il gelo, le nubi, le cadute, la sella storta ecc.. aggiungiamo anche problemi meccanici, che strazio!

Ok però sono all’ultimo Km , corro con la bici un po’ mi faccio aiutare da Maurino che si è fatto tutta la discesa con me, ormai ci siamo, vedo il pala ghiaccio pieno di persone che applaudono questi pazzi che pedalano nel diluvio più totale, ancora qualche metro….
E’ FATTA! ..arrivo a braccio con Maurino che mi gira l’ultima spinta prima del traguardo, spettacolo!

Questa volta ci sono riuscito, non è una grande impresa ma è la mia,non quella di tizio o di Caio, questa è la mia, taglio il traguardo e ricevo gli applausi del pubblico che mi guarda stranito mentre tengo la catena tra le mani, pazzesco!

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Mi batto il cinque con Mauro, un paio di foto di rito e aspettiamo l’arrivo di Eliano….eccolo!

Bravo Eli, sei andato forte!

….passano decine di minuti e di Mirko nemmeno l’ombra, non risponde al cellulare quindi crediamo sia ancora in gara, i minuti continuano a passare, le condizioni meteo peggiorano, piove di brutto…credo siano passati almeno 40 minuti dal ns arrivo, Mirko è ancora a spasso tra i monti e date le condizioni meteo non è il massimo. Mi avvicino verso il traguardo e vedo tra la gente Mirko (Michael Knight), mi avvicino e vedo che la sua bici è senza sella, anzi addirittura senza il canotto sella…pazzesco!!

Non voglio sapere come ha fatto ad arrivare all’arrivo ma sono quasi certo che non monterò in futuro il reggisella in Carbonio..

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Ora siamo arrivati tutti, siamo fradici, infreddoliti è stanchi ma…. missione compiuta!!

Come sempre condividere i momenti di gara è appassionante, sono cose che stringono, stessa fatica, stessa impresa, stesso terreno, abbiamo nuotato sotto la pioggia e lottato nel fango, ora ci meritiamo il giusto riposo!

A presto!!

ps. su MTB Magazine di Ottobre c’è un bell’articolo sulla gara

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3epic giornale 2

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