La giornata è “freschina” ma il tempo tiene e suggerisce di farsi una sgambata.
Le telefonate della sera precedente mi lasciano intuire che i miei due compagni di avventura preferiscono il piumone ai pedali e così organizzo un’uscita tranquilla con mio fratello, Davide e un nuovo aggregato, Aramis! Che non è uno dei tre moschettieri ma il mitico dentista del paese che per un giorno abbiamo convinto a lasciare i ferri del mestiere e a montare in sella alla sua nuova Rockrider 8.1.
Meta del giorno: il lago di Como!

Partiamo verso le 8.10, l’aria è frizzante e il termometro segna 5 gradi.
L’abbigliamento è composto di termica di ottima qualita è da pantaloni, giacca, coppola sottocasco, guanti e salopette in tessuto windstopper.

L’unico dubbio riguarda se indossare o meno i calzari sovrascarpe. Decido di non metterli ma siamo al limite, per gran parte del viaggio infatti non riesco a scaldare i piedi come si deve e ho sempe un leggero fastidio in punta.

Partiamo alla volta del parco delle Groane con ingresso da Limbiate, il fondo è ancora umido nonostante sia qualche giorno ormai che non piove, riusciamo ad imbrattarci come si deve ma i colori autunnali, la poca gente incrociata e il tappeto di foglie a terra lo fanno sembrare un ambiente quasi incantato. Si sente solo il rumore della ghiaia sotto le ruote, aria fresca con profumi di bosco e il canto di qualche intrepido uccellino in cerca di cibo. Percorriamo il bosco fino a Lazzate dove causa pozzanghere enormi siamo costretti a deviare su asfalto. Da qui piccolo single track nei boschi per raggiungere la base del primo strappetto di oggi, Carimate.

Saliamo di buon passo al castello di Carimate, qui la sua rampa è sempre pronta a massacrarti le gambe se non le hai scaldate a dovere..

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Ripartiamo quindi alla volta della nostra prima tappa, Cantù. Qui ci arriviamo per asfalto lungo un primo falsopiano che costeggia i campi da golf e lungo poi una discesa che attraversa le strade del centro fino alla piazza principale.

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Qui ci fermiamo per mangiare una banana e ammirare la splendida sagoma del monte Rosa che nonostante la foschia si staglia imponente all’orizzonte.

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Ripartiamo quindi verso la nostra destinazione.
Dopo queste soste in questo periodo bisogna stare attenti a non raffreddarsi troppo, consiglio di portarsi dietro sempre un antivendo da mettere quando ci si ferma oltre qualche minuto.

Arriviamo a Como e ci fermiamo per una meritata colazione nella sua splendida piazzettina

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Qui fervono già i preparativi per allestire i mercatini di Natale che, ridendo e scherzando.. e solo tra un mese!

Passeggiata di rito sul lungolango

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il sole è spuntato e la temperatura inizia a farsi piacevole diciamo, sono le 10.30 abbondanti, ci incamminiamo verso casa.

Facciamo la classica e più veloce “comasina” per tornare a casa, anche per non infierire troppo sulle gambe di Aramis. Essendo il suo primo giro bisogna andarci cauti.

Alla fine rientriamo a casa per le 12, il contachilomentri segna quasi 75, ci piace.
Ottima sgambata in compagnia, le gambe hanno girato bene. Ora le infiliamo sotto il tavolo per un bel piatto di gnocchi.. ma gli altri due secondo voi si saranno svegliati?? ah ah ah

alla prossima

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