L’intervista a Pallhuber, commissario tecnico della nazionale italiana di mtb, in vista della Hero

Naturalmente si devono fare le dovute proporzioni, ma ogni biker che parteciperà alla Sellaronda Hero vuole sapere come e quanto si allenano i professionisti della mountain bike, non certo per ispirarsi a volumi di lavoro impossibili per un amatore, ma per il piacere di condividere una passione comune.

Per questo motivo è stato chiesto a Hubert Pallhuber, commissario tecnico della nazionale italiana di mtb, lo stato di salute dei nostri atleti e il piano di preparazione che seguiranno gli azzurri al via della Hero che il 27 giugno assegnerà la maglia iridata UCI Marathon 2015.

Come stai preparando la tua squadra per il Campionato del Mondo?
Hubert Pallhuber: “Abbiamo iniziato la nostra preparazione in gennaio con un concentramento sulla neve in Val Gardena. Per l’occasione abbiamo cercato di uscire dalla routine degli allenamenti puntando sulla varietà e sul divertimento. Siamo appena tornati da Alassio in Liguria dove abbiamo terminato il primo raduno. Ci siamo concentrati sulla durata, sui test dei materiali e sull’allenamento in discesa. Prima dell’inizio delle Marathon Series italiane parteciperanno a diverse gare di Cross Country, utili per migliorare la velocità. Dal 9 al 13 giugno ci ritroveremo a Selva, in Val Gardena, per definire con gli atleti gli ultimi dettagli in vista del campionato del mondo UCI Marathon 2015.

Hai già deciso chi farà parte della squadra per i Mondiali? Chi sono le tue punte di diamante?
Hubert Pallhuber: Per quanto riguarda i sicuri partenti, ho già 5-6 nomi in testa. Tra i biker più forti su cui posso disporre al momento citerei il campione italiano in carica Samuele Porro tra gli uomini e Daniela Veronesi tra le donne. Su un percorso come quello della Sellaronda HERO tuttavia, anche Toni Longo potrà dire la sua grazie alle proprie doti di scalatore.

Quali sono le tue aspettative? Il podio è possibile?
Hubert Pallhuber: “Dobbiamo arrivare al Campionato del Mondo con il giusto atteggiamento: essere focalizzati sulla lunga distanza ed affrontare la gara con sangue freddo. Se ci riusciremo, potremo aspirare ad un posto sul podio. Adesso però è ancora presto per fare dei nomi, dobbiamo aspettare lo sviluppo della stagione.

Chi sono gli avversari più pericolosi?
Come favorito numero uno vedo tuttavia il colombiano Leonardo Paez, già capace di vincere le ultime tre edizioni della Sellaronda HERO. In discesa non perde tempo ed anche in salita potrebbe essere più forte dei suoi avversari. Se non vince questa volta, non vincerà più… Tra le donne faccio i nomi di Gunn-Rita Dahle-Flesjå, Annika Langvad, Sabine Spitz, Esther Süss e Sally Bigham.

Quale punto del tracciato sarà decisivo per l’assegnazione del titolo?
Hubert Pallhuber:Non credo che si arriverà ad una volata. Proprio per questo credo che il campionato del mondo si deciderà nella penultima e nell’ultima salita. Lì si vedrà chi ha la miglior condizione e la miglior resistenza. Da non sottovalutare anche l’importanza dell’ultima discesa, dove si vedrà l’atleta più concentrato e lucido.

Come vedi lo sviluppo tecnico nella Marathon?
Hubert Pallhuber: In futuro sarà sempre più una sfida tra materiali. Sarà decisivo avere la bici più leggera e resistente. Questo aspetto si nota già adesso con le corone: fino a tre anni or sono le bici ne avevano tre ed ora la maggior parte ne ha solo una. E verosimilmente in futuro arriverà anche il cambio elettronico.

In che misura la HERO ha contribuito a sostenere il movimento della Marathon?
Hubert Pallhuber:A livello nazionale, la HERO dopo il campionato europeo e quello mondiale a Montebelluna (TV) ha indubbiamente contribuito ad accrescere l’interesse per la Marathon. Numerosi atleti di Cross Country si sono concentrati sulle lunghe distanze e la HERO ha una valenza piuttosto importante. Al contempo la HERO è la gara meglio pubblicizzata ed organizzata al mondo, in quanto può contare su un team di assoluta professionalità. La HERO ha infine una significativa valenza simbolica, visto che questo evento – a partire dal suo presidente – è un esempio per tutti.

Quando hai inforcato per l’ultima volta la bici per ammirare il paesaggio? Vai in bici con i tuoi figli e la tua famiglia?
Hubert Pallhuber:Oggi ogni tanto mi capita di pedalare ed osservare lo splendido paesaggio che ci circonda. In passato però le cose non andavano così… Quando sono a casa o quando la mia attività non mi porta troppo lontano, porto con me i miei figli (9, 7 e 4 anni) e mia moglie. Nel fine settimana invece incontro spesso tutta la famiglia sulla ciclabile o sui campi gara, in quanto mio figlio di 7 anni partecipa a delle gare giovanili. La cosa divertente è che non mi immischio nelle sue gare. Poi però vengo rimproverato, perché mi dice che non mi interesso a lui…

Hubert Pallhuber
Hubert Pallhuber ha 49 anni ed è nato ad Anterselva, in Alto Adige. E‘ sposato ed ha tre bambini. Nel 1997 si è laureato campione del mondo XCO a Château-d’Œx (Svizzera). Nel 2000 ha partecipato ai Giochi Olimpici di Sydney. La sua carriera da atleta si è conclusa nel 2002 dopo i Campionati del Mondo di Kaprun (Austria). Dal 2006 è responsabile tecnico della squadra nazionale italiana di mountain-bike.

FONTE:http://www.sellarondahero.com/

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