Di ritorno sua uno splendido week end in alta val Pusteria portiamo a casa un bel poker alla Dolomiti Superbike 2016!
Una bellissima giornata ha fatto da cornice la 22edizione della Dolomiti Superbike.
Percorso tosto diviso in due, la marathon con 119km e la Granfondo di circa la metà.
Meteo ideale, è sereno ma per gran parte della mattina leggermente velato così che il sole non ci picchia sulla testa. Quest’anno il giro è al contrario rispetto a quello dell’anno scorso, è consuetudine dell’organizzazione invertire i tracciati tutti gli anni. Chi dice sia più tosto questo, chi dice quello nell’altro verso.. fatto sta che ci aspettano 3500mt di dislivello e 119km.
Il mio “superOP” da luce verde, si può spingere al massimo, siamo pronti!
Io e Alberto partiamo alle 8 in griglia “nera”, Mauro e Paolo (che farà il corto) partono invece da quella “arancione”.

Lo start è cinque minuti prima del previsto, meglio visti i primi due “cancelli” un po’ tirati.
La prima salita è lunga e come spesso succede in queste manifestazioni con migliaia di partecipanti (in questa edizione siamo più di 5000) incontriamo ben presto i primi tappi e siamo costretti a farne una parte a piedi. Poco male, io sono con Alberto e approfittiamo per farci due chiacchiere mentre nel resto del gruppo i più “competitivi” mugugnano e cercano di passare in tutti i posti possibili.. questo è un po’ il prezzo da pagare, si sapeva, il problema è che si perde tempo in un momento in cui si ancora freschi e sicuramente ci sarà da pagare il prezzo in termini di tempo ai primi cancelli. La salita comunque scorre via e ci lanciamo velocissimi sulla lunghissima discesa dove per recuperare il tempo perso ci attacchiamo a “trenini” con medie oltre i 40 all’ora!
Arriviamo infatti al primo cancello tirati con i tempi ma ce la facciamo, abbiamo percorso quasi 40km e qui il percorso si divide. Mi getto a destra per il lungo e inizio la salita al rifugio Baranci. Sono ancora con Alberto, il passo è simile e potrebbe essere la volta buona che riusciamo ad arrivare insieme penso, già immagino le foto all’arrivo!
La salita è bella tosta ma non lunghissima, riprendiamo un altro bel tratto di discesa che ci porta al prossimo GPM, la salita del Croda Rossa. Qui iniziano i problemi: dopo poche centinaia di metri il deragliatole posteriore inizia a fare i capricci. Non riesco a mettere tutte le marce ed inoltre la catena salta, provo a tenere ma non è possibile e quindi mi stacco da Alberto e accosto a bordo strada per cercare di regolare il cambio. Niente, non se ne parla, non sale sull’ultimo rapporto e continua a saltare, sono costretto a percorrere lunghi tratti a piedi. E siamo a metà corsa, come cavolo faccio a d arrivare in fondo in queste condizioni penso.. mi fermo più volte fino ad imbeccare una “tech zone” dove provo a farmi sistemare il cambio. Riparto ma il tempo perso è molto, siamo già tirati ed infatti arrivo al cancello delle 13 con circa 10 minuti di ritardo. Sento gente dire che è chiuso e chi vuol proseguire lo fa a proprio rischio.. balle penso, se spingo dovrei riuscire arrivare al cancello delle 14.30 in tempo e quindi che faccio, sono ancora in gara? non c’è tempo di pensare e riparto a cannone, spingo e arrivo alle 14.27 al cancello, sono ancora dentro penso, e si va! Ma i problemi non sono finiti. Inspiegabilmente il cambio non ne vuole sapere, a volte ho problemi con la catena a salire, a volte a scendere.. pazzesco, non si spiega!
Facendo il doppio della fatica e litigando con accenni di crampi però di mollare non se ne parla e riesco ad arrivare nei tempi anche all’ultimo cancello. Adesso mi aspetta solo il traguardo di Villabassa anche se i km da percorrere sono ancora più di 35..
Porconando contro il cambio e la fatica però tengo duro, le salite non sembrano finire davvero mai, praticamente ti tengono sul filo del rasoio fino all’ultimo km, bellissimo single track nei boschi dove il reggisela telescopico fa ancora la differenza. Arrivo al traguardo dove mi aspettano i miei amici oltre che una bella fetta di anguria e una birra ghiacciata. Ce l’abbiamo fatta tutti e in una gara così lunga non è cosa da poco. Cambio a parte giornata fantastica, giusto il tempo di raccontarsi ognuno le proprie avventure e corriamo al meritatissimo pasta party che suggella la nostra giornata. Poco più tardi tornando verso le macchina ci fermiamo a lavare la bici e li mi accorgo dell’arcano.. non era il cambio a fare i capricci ma stavo perdendo il perno passante posteriore! Si era allentato e aveva preso gioco, quindi ovviamente il cambio si sballava ogni 50 metri praticamente! Pazzesco! Non so nemmeno come abbia fatto ad arrivare alla fine in queste condizioni! E questo per ricordare a tutti di controllare il proprio mezzo fin nei minimi dettagli prima di gare lunghe e massacranti come questa. Mea culpa, tutta esperienza.
E Dolomiti Superbike in cascina!

ps.una menziona va fatta sicuramente all’organizzazione, forte di 22 edizioni devo dire come sempre impeccabile!

ed ora sotto a preparare la prossima sfida, l’Alta Valtellina Bike Marathon dove con Maurino proveremo a portarci a casa altre 4 stelle del circuito “prestigio 2016”, una sfida nella sfida!

Stay tuned 🙂

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