La prepari un anno intero. Sabati e domeniche sacrificate agli allenamenti, tabelle, itinerari, letture di ogni tipo, ascolti i racconti di chi ci è già passato per capire come affrontare un punto piuttosto che un altro, per carpirne i segreti, giornate piovose passate dietro un vetro aspettando che smetta perché ti devi allenare, e se non smette fuori lo stesso. Sembra sempre lontano il giorno della gara, ti dici sempre che per quell’allenamento specifico c’è tempo, lo farai.. ma poi in attimo ci sei dentro.
Quest’anno la preparazione è stata condizionata da “ferie anticipate” per esigenze lavorative e quindi mi presento ai nastri di partenza per fare il “corto”. Nella mia preparazione sto usando un nuovo alleato, il superOP ma lo sto usando da pochissimi giorni, i benefici inizierò a sentirli sicuramente nei prossimi appuntamenti. La preparazione è importantissima perché la Hero non si improvvisa, non ti è concesso provarci e vediamo come va.. la Hero non da scampo se non sei preparato, esige rispetto ed ho ancora ben impresse le fatiche della scorsa edizione.
Ci presentiamo ai cancelli con Mauro unico di noi a fare il lungo, quest’anno è preparatissimo e punta addirittura a staccare un tempone, mentre io con Eliano e Alberto alla loro prima esperienza ci presentiamo per il corto. Paolo purtroppo è a casa alle prese alle prese con problemi fisici non potrà partecipare ma sarà con noi moralmente con tutto il suo supporto.
Quest’anno il meteo è stato a dir poco infame e anche la sera prima la vallata è stata salutata da un sonoro temporale che con i suoi lampi illuminava a giorno il massiccio del Sella.
La mattina della gara il cielo è terso, l’aria è frizzante ma promette bene, quantomeno non partiremo sotto l’acqua e visto il tempo dei giorni precedenti non è cosa da poco.
Il nostro affittacamere ci fa notare che se il “Sella ha la penna” non c’è da star troppo tranquilli perché prima o poi la pioggia arriva.. e mai previsione fu più azzeccata.. Ma ormai ci siamo. Sfoggiamo per l’occasione le nostre divise nuove fiammanti by Bi.Bike arrivate giuste in tempo per l’occasione
Siamo pronti, una sfida contro noi stessi e il cronometro. Ripasso mentalmente quelli che saranno i punti chiave, a come gestirmi, una sorta di mantra mentale che serve più che altro per trovare la concentrazione. Chi non c’è mai stato non può capire l’atmosfera che si crea nelle griglie in gare come questa tra migliaia di biker: l’aria frizzante del mattino, l’odore dell’olio riscaldante che inebria il paese, la tensione, lo sguardo alle altre bike per vedere come sono attrezzati i nostri compagni di avventura, la tensione che sale, il vento freddo che ti punge la faccia.. sensazioni ed emozioni che solo la montagna sa darti.
Mauro nel lungo parte alle 7.50, Eliano alle 8.05 mentre io e Alberto alle 8.10.
Sono più tranquillo dello scorso anno, forse perché so quello che mi aspetta diciamo. Partiamo ad un passo regolare, onesto, che permette di non scassarsi le gambe già alla prima rampa che porta al Dantercepies, un’assaggio di asfalto al 12% che ti ricorda dove sei. Il Dantercepies sale violento ma il passo è regolare, è la prima grande salita nonché una delle più dure e arriva subito. C’è già gente che spinge, a metà salita incontriamo Eliano che prende fiato, se non la conosci è una salita che lascia il segno.

dantercepies

Vuoi per il traffico o la difficoltà ad tenere tutti lo stesso passo ci perdiamo di vista velocemente, arrivo al dantercepies tra gli incoraggiamenti di una piccola folla che si crea sempre in cima e che con il loro calore ti da quell’ultima carica di energia che serve per scollinare e la prima grande salita ce l’abbiamo lasciata alle spalle, molto bene.

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A differenza dello scorso anno essendo questa volta tesserati siamo partiti prima e si vede dai tappi meno frequenti che incontro lungo le discese ma che comunque ci sono. Ma va bene, sono qua per divertirmi e non per fare il tempo e quindi approfitto delle soste per gustarmi i panorami stupendi che solo le dolomiti possono offrire. I single trail sono come sempre bellissimi, il fondo al momento è compatto, si viva bene.

single trail

Rivedo Alberto per un attimo quando stop per ripartire al primo rifornimento, faccio il pieno di acqua, sali e qualcosa da sgranocchiare e si riparte.

Ad un certo punto il cielo inizia a farsi scuro, mi torna in mente la “penna sul sella”, non promette niente di buono..

cielo nero

e infatti di li a poco succede di tutto.. neve.. grandine.. e infine pioggia! Pioggia che finisce per rovinare il fondo e le discese diventano un’inferno viscido dove non si sta in piedi, specialmente quella del Pordoi dove per un attimo riesco ad incrociare Maurino che fa il lungo, ci incoraggiamo a vicenda ma il tempo non ne vuole sapere di migliorare. E come ogni Hero che si rispetti arrivano anche i momenti in cui si “spinge”..

a piedi

la pioggia non smette e le salite già dure si fanno davvero toste, ma non si molla..

02

03

la differenza tra il lungo e il corto è che da una parte non ti fai a piedi la salita dell’Ornella, e questa è una gran cosa.. d’altro canto ti becchi invece quella del Sella e devo dire che è stata quella che mi ha messo più in croce dell’intero percorso. Dura, non molla mai, arriva quando hai oltre 2500 metri di dislivello sulle gambe, un massacro. Da li in poi anche le discese diventando impegnative in quanto il fondo ormai è ridotto ad un pantano, i protoni sono delle saponette e visto l’orario decido di farne gran parte a piedi. Non aveva senso rischiare di compromettere una bella giornata con una caduta negli ultimi chilometri. So che pagherò caro questa scelta in termini di tempo finale ma non era questo lo scopo. Scaliniamo alla città dei Sassi, passiamo il rifugio Comici e da li in poi è praticamente finita, sono pochi i chilometri che mi separano dall’arrivo e la fatica magicamente scompare per lasciar posto alla felicità di avercela fatta, gli ultimi chilometri scorrono veloci, in un attimo si rivivono i passaggi di tutta l’avventura come degli higlights in tv

di corsa

Ci siamo, l’ultimo chilometro è il più bello di tutta la gara! Senti lo speaker che incita chi arriva, la gente che batte le mani, le urla, il casino, ci sei, sei arrivato!!!

finish

al traguardo trovo Alberto che è arrivato da poco e Sabrina che sta seguendo “live” sul sito Datasport i vari passaggi ai cancelli. Mauro ed Eliano non ci sono ancora ma piove e fa freddo, io e Alberto scappiamo a farci una doccia calda per non prenderci un malanno ma non prima di aver preso la tanto desiderata medaglia “finisher” Arriveranno in seguito anche Mauro che chiude il lungo con un tempo di tutto rispetto ed Eliano che riesce alla fine a portare a casa anche lui la medaglia alla sua prima partecipazione. Ce l’abbiamo fatta tutti e questa è la cosa più importante!
Il sorriso è la gioia di tutti quanti è stato il più bel traguardo di questo indimenticabile week end che ci porteremo dietro per sempre.

Un grazie a tutto il team, a Sabri che ci ha sopportato un weekend, a chi ci ha dato una mano e a chi ci è stato vicino, anche solo con il pensiero.

Un’ultima considerazione tecnica: bici come sempre impeccabile, tornado una garanzia e una sicurezza. Il monocroma è stato impeccabile, alla fine ho oprtato per una corona da 28 all’anteriore e credo di averci azzeccato. E infine la novità che mi incuriosiva di più il reggisella! Si è rivelato a dir poco fondamentale in alcuni tratti tecnici, secondo noi avrà un futuro anche nel mondo XC.

Appuntamento all’anno prossimo! E intanto prepariamoci per la Dolomiti Superbike che è già dietro l’angolo…

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