“Motivatevi in gara,
urlate a voi stessi se è necessario,
fate in modo di poter sentire la grinta che avete dentro”

Avete mai sentito parlare di “stato flow”? Molti bikers arrivati vittoriosi al traguardo sono passati proprio per questa condizione, senza neppure rendersene conto sul momento, ma quando poi durante un’intervista si chiede loro di descrivere dov’era la loro mente durante la prestazione gli atleti spesso ci raccontano di aver provato, in gara, tutta una serie di sensazioni che gli psicologi sportivi hanno definito come “Stato di Flow”, tradotto in italiano come “Stato di Flusso”.

Dietro le braccia alzate ed il sorriso stanco, ma soddisfatto, di una prestazione eccellente c’è spesso un atleta che è entrato in Flow, ossia in una condizione di completa “fusione” del biker con la sua bici, con la pedalata, con il percorso e l’ambiente circostante, ma soprattutto una fusione con la prestazione stessa.

paez< “Ad un certo punto non sentivo più il mio corpo, era come se non ce l’avessi.. mi sentivo leggero, volavo.. è come se fossi “dentro l’azione”, nessuno mi poteva fermare! ad ogni gesto, ogni discesa, ogni passaggio ero certo che nessuno mi avrebbe fermato! tutto scorreva perfettamente, tutto mi veniva naturale, non sentivo neanche più la fatica..”

Dalle parole di questo biker è facile comprendere come lo sperimentare uno stato di flow in gara aiuti, senza ombra di dubbio, ad esprimere una prestazione ai massimi livelli ed agli psicologi sportivi il nome “Flusso” è sembrato quello che meglio di altri descrive questa condizione in cui ogni movimento, ogni gesto tecnico, ogni passaggio di gara fluisce in modo armonico, fluido per l’appunto; In stato di flusso sarete concentrati solo ed esclusivamente sul momento presente, sulla discesa in corso, la salita che state percorrendo, lo strappetto tecnico appena passato e subito su quello successivo, in un susseguirsi fluido, armonico e spontaneo. Così descritto sembra una condizione idilliaca, però è proprio così che gli atleti la descrivono.

Purtroppo non è così semplice e scontato raggiungere questo stato di massima sintonia fra corpo e mente, non è possibile entrare volontariamente e a comando in uno stato di Flow! Ciò che invece possiamo fare è investire tempo e impegno in una preparazione psicologica volta a sviluppare quelle capacità mentali che, è stato dimostrato da diversi studi di psicologia sportiva, faciliterebbero l’ingresso nello stato di flow e quindi la possibilità di esprimere una prestazione ottimale.

Se già un’ottima preparazione tecnico- atletica, di per sé, può avvicinare l’atleta nel raggiungere uno stato di flow in gara, tuttavia spesso questo passaggio può essere ostacolato o rallentato proprio da una carente o mancante preparazione mentale: è quest’ultima che completa a 360° la preparazione.

Le ricerche ci dicono che alcuni atleti sono più portati di altri nel raggiungere lo stato di flow (e quindi livelli eccellenti di performance), questo perché oltre ad una gamba ben allenata possiedono caratteristiche personali specifiche, tra le quali dominano l’impegno verso un miglioramento continuo e la volontà di non arrendersi di fronte alle difficoltà.

E a voi, ripensando alle competizioni che avete affrontato in questi anni, vi è già capitato di provare sensazioni simili a quelle tipiche dello stato di flow? In questo caso provate a ricordare come vi siete sentiti, quali erano le vostre condizioni fisiche e mentali? Pensateci e provate a ricrearle in voi nel momento presente, durante l’ allenamento e in gara.

I bikers più ambiziosi, durante la preparazione invernale, si impegnano anche nello sviluppare quelle capacità psicologiche che potranno predisporli al raggiungimento dello stato di flow, a tal proposito

-Fate in modo di avere ben chiaro in testa i vostri obiettivi agonistici ed i passaggi concreti che, nella preparazione, vi permetteranno di raggiungerli: questa consapevolezza vi farà sentire più sicuri di voi stessi e fiduciosi verso le vostre potenzialità di riuscita;

-Allenatevi a riconoscere sia le aree di miglioramento ma anche i vostri punti di forza perché sono soprattutto questi che dovrete ricordare a voi stessi mentre, in griglia, attenderete lo start di partenza e anche in gara, nei momenti “critici” e impegnativi, sono le vostre risorse che dovrete tenere ben presenti per potervi accedere;

-Sceglietevi delle sfide che siano per voi stimolanti, ma non impossibili ed impegnatevi a fondo nel portare a termine la competizione nel vostro miglior modo possibile. La sensazione al traguardo dovrà essere quella di aver dato tutto ciò che potevate dare in quella gara in base alle possibilità fisiche, atletiche, tecniche e mentali del momento;

Regolate il vostro livello di attivazione: ansia e tensione infatti sono le peggior nemiche dello stato di flow;

Tenetevi concentrati su ciò che state facendo, allenatevi a non lasciarvi distrarre dalle persone, né dall’ambiente e tantomeno dai pensieri negativi;

E soprattutto imparate a motivarvi da soli, fatevi forza, ricordatevi perché siete lì a far fatica, ricordate i vostri obiettivi, parlatevi in gara e “urlate a voi stessi” se necessario, fate in modo di poter sentire la grinta che avete dentro; Ricordate che la grinta genera grinta, si esaurisce solo se voi lasciate che si esaurisca.

Dott.ssa Claudia Maffi

La Dott.ssa Claudia Maffi è laureata in psicologia e sta seguendo un master di psicologia sportiva.
Collaborerà con noi alla stesura di alcuni articoli relativi alla componente mentale nello sport, articoli molto interessanti per i quali la ringraziamo già da adesso.

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