Da dove cominciare a raccontare questa avventura?? questa volta direi dalla fine
Si perché l’edizione del 2016 è stata quella in cui tutto il team è riuscito a portare a termine la propria sfida! Siamo arrivati tutti al traguardo nei tempi, ognuno ha intrapreso un’avventura unica ma non tanto contro gli avversari ma come spesso accade in questi duri eventi contro se stesso, contro i propri limiti, contro la fatica e questa volta anche contro il meteo, che specialmente nel finale ha condizionato il percorso.

H. Murakami disse:Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e ad uscirne vivo.
Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quella tempesta, non sarai lo stesso che vi era entrato.

Questa è la HERO signori. Amata ed odiata allo stesso tempo, estrema, bellissima, emozionante, sincera. Non regala niente a nessuno, ci devi mettere tutto te stesso per domarla e molte volte anche qualcosa di più. Non fa sconti. Più che una corsa è un viaggio, nel cuore delle dolomiti e dentro se stessi. E siamo sicuri che per chi c’è passato, d’ora in avanti, il concetto di “fatica” non sarà più lo stesso…

Iniziamo i nostri racconti con quello di Alberto, che alla sua prima partecipazione è riuscito a portare a casa bottino pieno, la mitica medaglia finisher e, soprattutto, tantissime emozioni e ricordi. Ma lasciamo che siano le sue parole a raccontarcelo..

Alberto

Una sera d’estate del 2015 MIRKO mi dice: “Perchè l’anno prossimo non fai anche tu la HERO?“ L’avventura è nata così.
Passi l’inverno con uscite tranquille dicendoti che tanto mancano ancora mesi e mesi all’ appuntamento…. ti volti e ti ritrovi a pochi giorni dalla fatidica data 18 GIUGNO 2016.
Allora l’ansia si impadronisce di te, il meteo non aiuta, piove tutti i giorni, chissà che terreno trovero’. Mancano 3 giorni, decido di montare una gomma da DH davanti ( 2.3 di sezione !! ) spero mi aiuti nelle eventuali discese con fondo pesante. E’ una scommessa, pagherà?
La mattina della gara l’aria è frizzante, c’è il sole ma il meteo promette pioggia nel pomeriggio. Mauro è carichissimo, non vede l’ora, (é un fulminato, 87 KM. e più di 4000 mt. di disl.e scalpita per partire…) beato lui, io un po’ preoccupato lo sono, Mirko al mio fianco fotografa, va’ su facebook come fosse un giorno qualunque…(cosa vuol dire essere i veterani..).
Tempo di salutare Eliano che parte una decina di minuti prima di noi e ci posizioniamo nella nostra griglia. 8.10 SI PARTE, la prima salita va affrontata risparmiandosi… ma dove.. le pendenze sono tali che bisogna spingere sui pedali, aggrapparsi al manubrio e tirare ! Scollino e giù a fondo valle. Ristoro, faccio il pieno d’acqua, mangio un paio di crostatine e via, si sale sul CAMPOLONGO, il tempo sembra tenere ancora, in cima spero di rifiatare, il PRALONGIA’ è una specie di pianoro in quota, almeno credevo, invece è tutto un saliscendi che “spacca“.
Arrivano i nuvoloni, sento tuonare, inizio la discesa tra i boschi e splendidi single tracks. Arrivo al rifornimento, ennesimo pieno di liquidi, barrette, e via si attacca il PORDOI, comincia a piovere …speriamo non grandini…. inizia a grandinare !! Per fortuna dura poco, la benzina nel mio serbatoio comincia a scendere, quanta ne avrò ancora? In cima fa’ freddino, la discesa la faccio con la mantellina , spero di rifiatare scendendo a valle ma la realtà è tutt’altra cosa, ci aspetta un fondo impraticabile, fangoso, a tratti bisogna scendere dalla bici e spingere ( in discesa ! ) la ruota anteriore tende a bloccarsi, la situazione è da girone dantesco, un biker cade ,non riesce a tirar su la bici, sembra venga ingoiata dalle sabbie mobili ma nessuno fa’ una mossa per aiutarlo, ognuno ha il suo bel daffare a spingere il proprio mezzo cercando un passaggio meno impervio.
Arrivo al ristoro in condizioni pietose, mi guardo intorno, sono in buona compagnia, certe facce.. le bici poi… mangio qualcosa, liquidi, lavo alla buona la trasmissione del mezzo e via riparto , sono contento , mi rimane solo il SELLA ed è finita. La mia gioia s’infrange all’attacco della salita, è severa, mi costringe a scendere dalla bici e spingere, le gambe mi fanno male ma noto che sono tutti nelle mie condizioni. Appena la salita si fa pedalabile torno a spinger sui pedali (spingere sui pedali forse è una parola grossa, ormai la velocità media è proprio bassa!!) Testa bassa e pensiero allo scollinamento, questa è l’ultima salita, ormai è fatta. In cima comincia a piovere, antivento e giù a cannone, la mia gommona anteriore non fa una piega, mi dà sicurezza mentre vedo un paio di ragazzi scivolare nel fango (ma non finisce mai …) 46 km. /h dice il garmin, sto’ volando …Ormai ci siamo sento le voci in paese, ultimo pezzetto si single track che porta all’ARRIVO, 50 metri e sono al traguardo, un emozione indescrivibile mi assale, ho gli occhi lucidi, la felicità alle stelle, ho concluso la mia HERO, io a 52 anni mi sono messo in gioco grazie ad un amico ed ho vinto !!! Chiedo subito ragguagli a SABRINA, compagna di ELIANO, sul resto del gruppo, stanno arrivando mi dice, EVVAI, allora questa sera in pizzeria ci saranno 4 eroi a cena…… A margine della gara vorrei fare un elogio a SABRINA che per 2 giorni, senza lamentarsi, si è sorbita 4 invasati che parlavano solo di gomme, rapporti, stanchezza, meteo, alimentazione, bici , …

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