Quando pensiamo all’acquisto di una bicicletta la maggior parte di noi si concentra per prima cosa sulla scelta del telaio, del materiale con cui è costruito, della misura e del colore, poi si passa a valutare la componentistica adottando, come criterio di scelta, il peso prima che la funzionalità.
Qualche volta, può capitare, che ci si fermi pure un attimo a ragionare sulla scelta dei pedali,della sella e dei rapporti, ma pochi, davvero troppo pochi, s’informano e spendono del tempo per la corretta scelta della lunghezza delle pedivelle.
Eppure questo componete ricopre un ruolo d’assoluta importanza nella nostra bicicletta, da lei dipende la propulsione, la scelta errata oltre che farci rendere di meno può anche crearci fastidi articolari.
Capita così che la quasi totalità dei ciclisti si trovi a pedalare con pedivelle di lunghezza compresa tra i 170 e 175 mm, una differenza quindi del 3% tra la misura più lungha e la più corta, a fronte di una variabilità di statura negli atleti che va da 75 a 95 cm per l’altezza del cavallo (lunghezza degli arti inferiori), quindi con una variabilità del 20% .
Un’incongruenza importante, frutto delle esigenze di mercato e non di un reale studio biomeccanico.
Le aziende produttrici dei maggiori marchi del settore hanno a catalogo misure che vanno dai 160 mm ai 180 mm, ma al momento dell’acquisto le difficoltà per reperire un pezzo al di fuori dello “standard” 170-175 mm sono davvero enormi (e spesso molto onerose).
Ma come si valuta la giusta misura della pedivella?
Il metodo più diffuso è quello che mette il componente in relazione alla lunghezza del femore (vedi tabella), un approccio rapido e valido che però, per chi ricerca il massimo,è utile integrare con un ulteriore serie di valutazioni

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Come si può infatti notare dalla tabella le misure indicare aumentano in proporzione alla lunghezza del femore, è possibile così definire l’ordine di grandezza della leva ma non identificarla in modo preciso.
Questa variabilità soggettiva è legata a fattori muscolari e ad esigenze di gara, non vi è dubbio infatti che una pedivella lunga faciliti l’erogazione della forza, la potenza però è anche frutto della velocità di rotazione dei pedali (Rpm) e per mantenerla elevata al crescere della pedivella aumentare l’impegno.
Si tratta quindi di fare un’analisi specifica dell’utilizzatore e del “campo di gara” su cui l’atleta andrà a misurarsi, chi privilegia eventi con continui rilanci ad alta cadenza di pedalata (le classiche gare a circuito) troverà giovamento nella scelta di una misura più “corta” di pedivella, chi invece si confronta su percorsi di salita dove il passo è l’arma vincente troverà nella misura “lunga” un valido alleato.
Grazie alla tecnologia, e ai powermeter, quando descritto in modo sommario nelle righe sovrastanti, è verificabile in laboratorio.
Utilizzando la funzione iperbolica dell’ergometro SRM, è infatti possibile effettuare un’analisi delle curve Forza / Velocità in funzione della lunghezza della pedivella.
Questo semplice test, che richiede all’atleta d’effettuare alcuni sprint da pochi secondi ciascuno, offre al tecnico l’occasione d’indicare con criterio quale misura di pedivella risulta essere la più idonea all’atleta.

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Nel grafico (fig1) sono riportati i dati ricavati dalle prove eseguite da un granfondista, sull’asse orizzontale da destra verso sinistra è indicata la velocità di rotazione dei pedali, l’asse verticale invece dal basso verso l’alto riporta i valori di forza.

Comparando le rette che sono venute a formasi in seguito agli sprint (in blu le prove con pedivella da 172,5 mm, in rosso le prove con pedivella da 175mm), si può notare come i valori di forza registrati con la pedivella più lunga seguano una parabola positiva che vede il suo apice intorno alle 100 rpm per poi calare al crescere del ritmo di pedalata. L’allineamento con la pedivella più corta avviene sui valori massimali di cadenza.
Si nota inoltre come il picco più alto di cadenza sia stato ottenuto nelle prove con pedivella da 172,5 mm, parametro interessante questo ma comunque di minor rilievo nel campo delle GF.
La scelta della misura da 175mm sembra quindi essere vincente per quest’atleta, la sua struttura muscolare e la tipologia di gare in cui è solito cimentarsi trarranno di certo vantaggio nell’adozione di questa soluzione tecnica.

La lunghezza della pedivella è quindi una delle scelte importanti al momento dell’acquisto della vostra bicicletta, valutate in modo attento la questione e evitate di comprare a “scatola chiusa”.
In caso di dubbio meglio rivolgersi a personale specializzato che sappia consigliarvi senza interesse quale misura è più idonea per voi, ne gioveranno le vostre prestazioni oltre che le vostre articolazioni, in special modo il ginocchio.

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