Finalmente è giunto il tempo delle meritate vacanze anche per noi!
Il team Becomeahero versione ridotta (Mauro, Mirko, Paolo) e il buon Vigna si trasferisce a Livigno per un po’ di relax ma sempre con i nostri fedeli mezzi al seguito. Anzi questa volta Paolo ha portato la sua Mondraker per sfrecciare giù dal park del Mottolino e io porto per il primo test sul campo la Cube AMS 120 che finalmente vede la luce dopo essere stata assemblata prendendo pezzi tra siti e mercatini vari sparsi nel web!

Per chi non la conoscesse Livigno d’estate è la meta ideale per quelli che amano le bike e le belle escursioni in montagna. Qui i percorsi non mancano e ce ne sono per tutti i gusti, dalle velocissime discese del Carosello 3000, ai salti spettacolari del Mottolino per non parlare poi delle mega salite e dei percorsi fantastici in quota di cui si ha solo l’imbarazzo della scelta.

Il nostro primo giorno lo dedichiamo ad esplorare il carosello 3000. Attirati dallo slogan secondo cui “I nuovi flow-trails possono essere percorsi da tutti secondo la propria velocità di discesa e il proprio livello d’abilità. Un nuovo stile di tracciato basato su velocità e ritmo che garantisce ai principianti e alle famiglie la sicurezza desiderata e ai bikers esperti una sensazione simile alle montagne russe” decidiamo di provarlo.

La prima parte della salita è dolce e proseguiamo senza troppi intoppi godendoci la bellissima ciclabile e il panorama.

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Gli ultimi km invece ci tagliano le gambe un po’ per le pendenze e un po’ per la quota a cui non siamo abituati e non sono rare le volte in cui ci tocca spingere la bici (scene già viste..)

Arrivati in cima abbiamo percorso quasi 1000mt di dislivello ma le gambe è come se ne avessero fatto il doppio.. sarà la quota o le 100 grappe della sera precedente? 🙂
Approfittiamo della bella giornata per svaccarci al sole sugli sdraio disponibili e la cosa la pagheremo cara visto che senza crema al seguito ci scotteremo praticamente tutti..

sdraio carosello 3000

Prima però approfittiamo per fare il pieno di energie con un bel piatto di Pizzoccheri valtellinesi e contestualmente scopriamo sul conto anche cosa vuol dire essere l’unico ristorante a quota 2750 mt..

Dopo esserci scottati per bene (in tutti i sensi) siamo pronti per la discesa e anche qui devo dire che c’è l’imbarazzo della scelta con cartelli ben segnalati che indicano il tipo di tracciato, la difficoltà e le caratteristiche

cartelli carosello 3000

ne prendiamo uno medio e ci lanciamo giù a rotta di collo

carosello 3000

pista molto bella anche se un filino troppo veloce, ci sono paraboliche ben disegnate e qua e la qualche salto. ci divertiamo tutti e arriviamo in quel di Livigno in pomeriggio inoltrato, il primo giorno scorre via veloce.

Giorno 2: decidiamo di fare park e ci dirigiamo al mitico Mottolino. il Paul ha la sua Mondraker mentre io Mauro e Vigna ci affidiamo alle performance delle nuovissime Scott Gambler 720 e 730 che noleggiamo. Per me e Vigna è la prima volta in park oltretutto. Ci bardiamo quindi come dei guerrieri e siamo pronti per la battaglia

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Le piste sono per tutti i livelli e sono molto belle, noi ne proviamo un po’ tra blu e rosse lasciando ai più esperti le nere, anche se tutte quante devo dire che vanno prese con rispetto. Alla fine una più di tutte ci prende, la rossa FIRST EVER e diventa la nostra preferita.
Pian piano che passano le discese acquisiamo sempre più fiducia e si scende sempre meglio, top fra tutti il grande Maurino che alla fine sul materassone ci delizia anche con mega salti degni dei migliori pro

maurino

Il Paul invece decide di provare un carpiato stile Cagnotto-Dallapè dal trampolino dei 3 metri e ci fa vedere come si rotola in velocità in mezzo alla terra! Niente male se non per il fatto che si scassa una mano e i giorni a seguire ne pagherà un po’ il prezzo. Voto: non classificato

Io e Vigna alla nostra prima esperienza ce la mettiamo tutta e ci divertiamo un casino, rimanendo entro i limiti della sicurezza però, visto che ad ogni discesa si è tentati sempre ad osare quel tantino in più. Ma come primo giorno va bene così

Dulcis in fundo chi andiamo a beccare?? il grandissimo Nick Pescetto! Biker e freestyler di un altro pianeta, simpaticissimo, per dirne una è l’unico italiano che è andato alla Rampage, vedete voi.. gli “stiamo dietro” per qualche discesa ammirandolo in salti spettacolari e manual pazzeschi, veramente un manico esagerato. Ah, è quello in mezzo…

nick pescetto

Non sembra ma anche il parc stanca ed è impegnativo dal punto di vista fisico e quando mancava ancora mezz’ora alla fine del giornaliero io e Vigna alziamo bandiera bianca mentre Mauro e il Paul fanno in tempo ancora a farsi un’ultima discesa. Veramente bello il Mottolino ma se devi noleggiare la bike e pagarti il giornaliero diventa un’esperienza abbastanza onerosa, un giorno ci sta ma oltre è impegnativo. Forse ci sono dei cumulativi di due giorni in cui si può risparmiare qualcosa ma visto il tempo incerto (il giorno dopo è prevista pioggia..) può andare anche così.

Giorno 3: arriva anche il tempo di fare un po’ di salita e io e Mauro, in vista anche della preparazione alla 3Epic dei primi di settembre non possiamo tirarci indietro. Puntiamo sulla ciclabile di Livigno che costeggia l’omonimo lago

laghetto ciclabile

alla fine della pista troviamo un ristorante e da li la strada inizia a salire verso i laghi di Cancano. Purtroppo il tempo varia velocemente e poco prima di arrivare alle sorgenti del fiume Adda siamo costretti a rinunciare e a tornare indietro sotto una pioggia scrosciante.

giorno 4: decidiamo di riprovarci ma questa volta cambiamo meta e ci dirigiamo verso il Bernina con il suo famosissimo trenino rosso.
La partenza è sempre da Livigno, si percorre la ciclabile in senso opposto a quello che ci ha portato il girono prima verso le fonti dell’Adda. Il percorso è molto semplice, una lunga ciclabile su strada bianca che ci porta nel giro di una decina di chilometri sotto la Forcola di Livigno, da li qualche centinaio di metri di sterrato duro con tornanti tipo “Stelvio” ci porta a svettare all’altezza della dogana. Si attraversa la strada e si continua a salire in un percorso molto vario e dai panorami stupendi, costeggiando laghetti sorgivi, vallate e pascoli di ogni tipo.

lago mucche mirko

Il tracciato è sempre curato e indicato, impossibile perdersi.

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A parte qualche piccolo imprevisto..

inconvenienti

..arriviamo all’Ospizio Bernina dove facciamo una breve sosta, giusto il tempo di farci fregare 12€ per due cioccolate calde, o meglio queste noi avevamo ordinato mentre quello che ci è arrivato si avvicinava di più a latte e Nesquik, pessime…

Siamo sulle rive del lago Bianco, sulle cui sponde transita il famoso trenino Rosso del Bernina, patrimonio tra l’altro dell’Unesco, che da Tirano raggiunge San Moritz

trenino rosso

Arriviamo alla diga che delimita il lago Bianco e torniamo indietro

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prima però una bella foto con il ghiacciaio alle spalle

davantio al ghiacciaio

Anche questo bellissimo giro, in totale sono circa 52km per 1150mt di dislivello.

Visto il tempo tiene e volge al bello, decidiamo il giorno dopo di riprovare il percorso verso le fonti dell’Adda ma questa volta sfodero la Cube, al suo primo giro in assoluto. Seguirà poi un test-bile specifico.

Ripercorriamo quindi la ciclabile di Livigno fino all’omonimo lago, passiamo il ristorante poste alla fine e iniziamo l’ascesa. Inizialmente la salita è dolce ma gli ultimi 3 km sono davvero tosti, la Cube si comporta bene anche in salita anche se avendo l’ammortizzatore che non blocca del tutto diventa difficile rilanciare e quindi bisogna trovare un passo e rimanere seduti. Ma si va bene. Arriviamo dopo questa lunga salita alle fonti dell’Adda e approfittiamo per riempirci la borraccia con quest’acqua freschissima che esce direttamente dalla montagna

fonti adda

Proseguiamo poi il sentiero in discesa fino ai laghi di Cancano che avevamo già incontrato nelle recente Alta Valtellina Bike Marathon, creati nel secolo scorso ( i lavori per la diga di Cancano furono ultimati nel 1956 ) per la produzione di energia elettrica ed oggi gestiti da AEM, e che hanno portato alla creazione di un ambiente unico, ideale per passeggiate a piedi, trekking e in mountain bike tra i boschi dell’alta montagna valtellinese.

I laghi sono alimentati di acqua dallo Spòl, dai torrenti Alpe, Gavia, Frodolfo, Zebrù, Braulio, Viola e Forcola e, in anche dal più celebre fiume Adda, che ha poco lontano le sue sorgenti.

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Ne percorriamo tutto il perimetro fino alla diga per poi rientrare verso Livigno nella strada forestale opposta e parallela a quella dell’andata, sull’altro versante della montagna.
Il giro alla fine è lungo circa 34km per 900mt di dislivello.

La settimana lentamente volge al termine e i giri da fare sarebbero tantissimi! Come ultimo gran giro optiamo per il giro dei “ponti tibetani” che ha trovato Maurino da qualche parte e sembra sia uno dei più belli della zona.

Pedalare in quota inizia a dare i suoi benefici ed infatti ogni giorno che passa facciamo sempre un po’ meno fatica di quello precedente, ovvio se tralasciassimo il discorso “grappe” serali sarebbe tutto un altro paio di maniche..

Per raggiungere la partenza di questo giro carichiamo le bici in macchina, direzione Santa Caterina Valfurva, a circa un’oretta di strada da Livigno.

Il giro parte subito forte con una mega salita in asfalto di 4km con pendenza davvero notevoli, che ci conduce al rifugio Forni.

Da qui parte un sentiero in costa che segue la vallata, molto bello e panoramico. Il tempo è nuvoloso è c’è vento, saliamo verso i 2700mt e il freddo inizia a sentirsi

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Percorriamo tutta la vallata tra salite ripide e spianate panoramiche fino a raggiungere uno dopo l’altro gli ultimi due rifugi previsti dall’itinerario.
Arrivati all’ultimo ci fermiamo per una sosta ristoratrice con torta fatta in casa.

Il tempo non da segnali di miglioramento, la strada nell’ultimo tratto si è fatta molto impervia tanto che ci ha costretto a spingere la bici più di una volta. Oltretutto iniziano a cadere le prime gocce di pioggia.. ci guardiamo per capire il da farsi e ovviamente PROSEGUIAMO!

la strada come previsto si fa davvero impervia ma la vista del ghiacciaio in fondo ci spinge ad andare avanti

in scalata

la scelta di proseguire si rivela azzeccata e l’itinerario seppur duro ci regala panorami fantastici e finalmente arriviamo ai famosi ponti Tibetani

ponte tibetano Mauro

ponte tibetano dietro

dopo numerose peripezie e passaggi a dir poco avventurosi arriviamo finalmente alle pendici del ghiacciaio Forni.

mirko ghiacciaio

mauro ghiacciaio

questo giro è lungo 30km per 1250mt di dislivello, rientriamo verso Santa Caterina Valfurva soddisfatti!

La settimana alla fine tra giri (di grappe..) ed escursioni varie è volata via!
Livigno davvero un bel posto per gli amanti delle bike e delle escursioni, forse un filino “freddo”, venite equipaggiati! Ci sono itinerari per tutti i gusti e di tutte le difficoltà, potrebbe diventare tappa fissa per le vacanze estive del team becomeahero!

Buoni giri a tutti

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