…rido, spingo e rido, intorno a me un corteo silenzioso di bikers in mistica preghiera alla montagna, spingono il proprio mezzo borbottando, ognuno con il proprio mantra, spingo e rido!!! ..la cosa divertente è quella frase che ho ripetuto spesso a me stesso e ai mie compagni di avventura “io l’Ornella la pedalo” ..ora di fianco al mio bolide cammino, rido, spingo e rido…

HERO, In molti mi hanno chiesto perché?

..la mai HERO comincia a selva nell’agosto 2014, durante una vacanza con i miei compagni di avventura di oggi, davanti a una birra weiss e a degli ottimi Bratwurst. Infreddoliti, fradici e dispiaciuti per aver interrotto il giro dei quattro passi con le nostre MTB, a causa della pioggia e del freddo, siamo in attesa di essere recuperati e riportati al campo base, nasce qui la voglia di finire il giro “ma la prossima volta da HERO!!”

27/06/2015,
Ore 6 sveglia adrenalina a mille a differenza dei miei soci io ho dormito benissimo, colazione da campione, tutto pronto, il tempo è buono e sono già sulla mia bike TORPADO NEARCO N

nearco

Recupero Armando in centro a Selva e ci portiamo in griglia, raggiungendo Paolo e Mirko, qui la tensione si fa sentire, ma oggi mi sento presuntuoso, oggi spingerò forte, mi sento in forma e preparato voglio fare una grande performance.
..scoprirò presto che non sapevo nulla della HERO!!!

Le foto di rito alla partenza

heroes

le griglie partono velocemente una dopo l’altra scandite dalla voce della speaker, è il mio momento! ..ci ripenso è il nostro momento, lascio scorrere i miei compagni davanti a me, li guardo e penso che potremmo fermaci ora e saremmo comunque degli HERO, la fatica e l’impegno messi quest’inverno, il piacere di aver trascorso tempo insieme per gli allenamenti in bellissimi posti di montagna, ci hanno portato qui, qualunque sarà il risultato niente e nessuno ci porterà via queste emozioni.

..ma la pianura sparisce e inizia la salita, mi sento in forma e inizio a far girare la mia Torpado come merita, Dantercepies!! sono in cima!! nessuna stanchezza, ho dovuto tagliare sul prato e camminare sull’ultima rampa perché c’era troppa gente sul percorso, la prima salita era fatta, qualcuno aveva già bucato e altri erano già caduti, io sto bene e faccio le foto ☺!!

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..faccio un respiro profondo risalgo in sella e mi lancio in discesa nel toboga, tutto è dalla mia parte, salto due imbranati davanti a me e mi accodo a due pazzi con la full, fatico a tenere il loro passo ma non li mollo in un attimo sono a Corvara, al ristoro mangio e bevo velocemente, risalgo in sella un pensiero va a gli altri aspiranti HERO.. a che punto saranno? .. pochi metri e un brivido sale dalle gambe lungo la schiena fino alla testa, il corpo reagisce prima della mente, le gambe percepiscono il problema prima del mio cervello, il cambio è bloccato sul pignone piccolo dietro, non si può salire con questo rapporto noooooooooooooo!!!

Fortunato!! …a Corvara è previsto un bike service…. si ma dove?? Del service neanche l’ombra!! sono costretto a cercare un negozio di bici con il meccanico, la fila di aspiranti HERO con problemi alla bici è impressionante, non ho tempo!! fermo un commesso del negozio che è intento a vedere dei vestiti e mi faccio aiutare senza passare dal meccanico, in qualche modo la sistemiamo, faccio una foto ricordo e parto di nuovo ..il tempo perso è relativo!!

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Risalto in sella, non mi ferma nessuno, testa bassa sono deciso a riprendere i soci che nel frattempo penso “mi avranno superato” ma scopriremo poi dai tempi che sono dietro di me di qualche secondo, peccato, avremmo potuto fare il giro tutti insieme!!

La salita al Pralongià non la sento, faccio girare le gambe e penso a quante volte ho percorso con gli sci queste piste quanti ricordi quanti amici che ora vedo poco, sorpasso un sacco di aspiranti HERO in difficoltà, io sto bene e faccio le foto ☺!!!

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Sono passati 25 km, ho raggiunto Campolongo senza fatica, so che è ancora lunga, anche se ho spinto forte per recuperare il tempo perso mi sento un leone, scendo veloce e preciso come mi ha insegnato Paolo, la scelta delle gomme che arriva da lui è ottima, nessuna sbavatura, resto in sella dove altri scendono e sono veloce dove altri frenano… tutto è perfetto!!

..”occhio a destra” mi faccio strada scendendo da un muro pieno di radici e sassi, assumo la posizione di Pantani in discesa, con il sedere quasi sulla ruota posteriore, non per andare più veloce come faceva il Pirata ma per non cadere in avanti, il bikers davanti a me cade boooommmm!! Stiamo procedendo piano ho il tempo di saltare giù dalla bici e non prenderlo. ..qui il la HERO mi ricorda che è la gara più dura di sempre, sono passati poco più di 25 km e le mie gambe sono bloccate dai crampi, il dolore è pazzesco non trovo una posizione per tirare i muscoli, se stendo le gambe mi fanno male i polpacci se le piego mi fanno male le cosce, non c’è soluzione…

Penso a Murakami, L’arte di correre , durante un ultra maratona si ritrova vittima di crampi ma non molla!! …stretching, massaggi e riparte! …respiro ,dolore, respiro, no! non ci credo la mia HERO è finita qui!! Leggo il ghigno malefico sui visi dei bikers che ho appena sorpassato urlando “occhio a desrta”, mi sfilano davanti, mentre io lotto con i crampi seduto sul prato a bordo sentiero. …noooooo non mollo!!

Cerco di trovare una posizione che mi permetta di alzarmi e rimanere in sella senza avere dolori, Arabba è a pochi km di discesa, poi si vedrà. raggiungo il ristoro sono nei tempi, mangio, bevo faccio stretching, massaggio le gambe e scambio qualche battuta con altri bikers, il morale torna alto, non sono stanco ma le gambe sono indolenzite, almeno i crampi sono sparirti, faccio una foto e riparto

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non sono più fresco come all’inizio! ..ma ora è il mio momento, l’Ornella!!
A pochi metri dalla partenza di Arabba sono di nuovo sdraiato sul prato con i crampi, azzz!! Nooooo!! Ancora! Massaggi e stretching ma non mollo, penso a consigli di Mirko, bere almeno ogni 15 minuti, mi rendo conto di aver bevuto poco e i crampi sono figli di una scarsa idratazione, da qui in poi cambierò completamente l’approccio con la borraccia e i liquidi. Pedalo tra la pineta, il percorso si è diviso tra corto e lungo, ora mi ritrovo spesso solo a pedalare tra saliscendi per raggiungere la salita dell’ Ornella, il panorama è incantevole ma una distrazione e booomm!! cado, mi ritrovo sdraiato per terra, la faccia brucia, sono in mezzo alle ortiche! noooooo!!! Come una molla risalto in bici, gli occhi lacrimano, non ho acqua con me, nella borraccia solo sali minerali, a pochi metri un abbeveratoio per i cavalli mi salva! passo più di 5min con la faccia nell’acqua fresca è qui che faccio il primo incontro con il bikers che mi accompagnerà attraverso l’Ornella fino in cima al Sourasass, “tutto bene? Si, rispondo poco convinto” riparto inizia la salita dell’Ornella la foto è di rito

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Procedo velocemente nel primo pezzo asfaltato, recupero il bikers della fontana e sorpassandolo lo saluto, contraccambia, inizio a sentire la fatica ma sono ancora carico, tra poco potrò misurarmi con la famosa salita, la più dura della HERO

Pochi metri e.. ..spingo e rido!! Impossibile, non è pedalabile!! mi metto a fianco della mia Torpado è spingo, le energie ci sono ma la fatica è mostruosa, sono passati 30 minuti e non si vede la fine, nel frattempo il bikers della fontana mi sorpassa camminando e mi saluta. Contraccambio. Penso ai miei compagni di avventura, non credo riusciranno a ad arrivare qui, sto facendo talmente tanta fatica che dubito anche di Mirko che il più massiccio, resistente e allenato del gruppo, fortunatamente sarò smentito, tutti passeranno l’Ornella, il corteo silenzioso della sofferenza finisce, si esce dalla pineta, ma quello che mi trovo davanti è la salita che ci porterà al Sourasass. Un alternarsi di rampe durissime, con tratti pedalabili, ma il ritmo della mia pedalata e praticamente dimezzato, inizio a domandarmi perché? Non ho raggiunto neanche la metà del percorso, non ha senso, è troppo ripido, non mi diverto più… inizio a pensare che mi sono allenato per mesi per questo, non ci credo, che spreco!!! faccio tratti a piedi e tratti pedalando, tutte le volte che sono in sella sorpasso il biker della fontana salutando e tutte le volte che spingo la bici a piedi vengo sorpassato e salutato dal mio nuovo amico biker, la nostra non è una sfida, è diventato un gioco che ci porta a brindare insieme a sali minerali al ristoro del Soursass. Fa freddo e la fatica mi mette alla prova e penso ai mei soci.. chissà dove sono? mi preparo per la discesa mentre come un tamburo due parole risuonano nella mia testa “mai più” “mai più” “mai più”. Fa freddo il sole va e viene il tempo sta cambiando, mi infilo l’antipioggia. Foto di rito

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Sono decisamente provato, non so cosa mi spinga a continuare.. È troppo dura!! Ma in fondo la salita più ripida è passata!! parto verso il Pordoi , la discesa la conosco, metà sarà scorrevole e metà impegnativa, con una salitina finale su asfalto, non sono più brillante come nelle prime discese, le mie braccia sono pesanti e se sto troppo rigido sulla bici mi tornano i crampi, è una sofferenza anche scendere! Raggiungo il single-track impegnativo, qui do il meglio di me per non cadere, trovo molti bikers fermi per i crampi o per cadute, leggo la fatica sulla faccia di tutti, esco dallo sterrato, sospiro, finalmente un po’ di asfalto, in salita le gambe girano bene e riprendo qualche ciclista che mi aveva sorpassato in discesa, Raggiungo il Pordoi ora so cosa mi spinge avanti, anche se siamo solo al 45esimo km manca solo una salita, la più lunga ma solo una e non posso mollare!!
Prima di ripartire, foto di rito

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La discesa parte morbida, di fianco a noi scorre la pista da DH, i discesisti corrono veloci saltando tra rocce e rampe di legno, sono contento che il mio percorso sia morbido, ho bisogno di godermi un po’ il giro perché se no non ha senso! ..ma 3 secondi dopo la discesa diventa un inferno, una pista tracciata dritta giù per la montagna tra rocce alberi e radici, sono più i pezzi che faccio a piedi che quelli che percorro in sella, camminando in discesa tornano i crampi mi fermo e scrivo ai miei compagni di HERO, ma non ho risposte! l’incazzatura per aver aderito a questa impresa mi fa andare avanti, in fondo manca una salita! “..e poi mai più!!
Arrivo a Canazei, qui mi torna il buon umore, fa caldo e in fondo è il mio posto di montagna preferito, passo di fianco al chiosco dei panini che anni fa era solo un furgone e ora è una bellissima casetta in legno, “vedo il Raba ridere e mangiare un panino, dopo una giornata di sci ” , quanti ricordi… Mi fermo poco più avanti per togliere l’antivento, mi sento bene, la testa c’è, sono le gambe che si fanno sentire, incitato da alcuni passanti che tifano per me risalto in bici, pronto per affrontare l’ultima e lunghissima salita del Duron.

Faccio il primo pezzo su asfalto mi stupisco rispetto alla media dei ciclisti intorno a me salgo ancora forte, ma il mio entusiasmo viene cancellato alla prima rampa su sterrato, a piedi, l’unico pensiero “mai più” “mai più” , “mai più” spingo la mia bici per l’ennesima volta, Il tempo cambia il sole è scomparso è comincia a cadere una pioggia leggera, la salita non smentisce il suo nome.. Duron!! spingo la bici, le gambe sono indolenzite il passo è lento, sono sfinito, il tamburo suona!! “mai più” “mai più”.. pochi ormai gli aspiranti HERO rimasti intorno a me, cerco di scambiare qualche battuta con chiunque incontro per non pensare alla fatica, ma è l’ultima salita, mi commuovo, so che ormai è fatta e se sono arrivato fin qui arriverò alla fine, torna il buon umore e il Duron mi da respiro, la parte centrale è una vallata in leggera salita che mi permette di tornare in sella, ma quando provo a pedalare la gamba sinistra non ne vuole sapere, crampi e fatica si fanno sentire, la pioggia aumenta e tutti i bikers rimasti si fermano ad indossare l’antipioggia. Io no, so che devo tenerlo asciutto per affrontare i quasi 18 km di discesa che ancora ci aspettano. Continuo a pedalare sotto la pioggia, ma solo con la gamba destra, la vallata finisce, l’ultima rampa del Duron è davanti a me, non provo nemmeno a pedalare, scendo direttamente, spingo, spingo, spingo, “mai più” “mai più”

Duron finito!! sono in cima!!! L’emozione è fortissima le lacrime si mescolano alla pioggia che da qualche minuto cade ancora più forte, mancano ancora 18km ma da qui in poi sarà una passeggiata!! La foto è di rito

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Ma subito vengo riportato alla realta!! manca ancora una salita di 3Km con 300mt di dislivello! questo è quello che mi dice il vigile del fuoco mentre mi fa la foto, non capisco se lo fa per incoraggiarmi o per avvertirmi che sarà ancora dura. Non ho paura di nulla, la fatica è stata mostruosa e poi sono certo di una cosa “mai piu” “mai più” mi commuovo, mi cambio e a differenza degli altri io ho ancora una termica calda che mi è stata regalata da tutti gli amici della CIFA.. penso a loro e li ringrazio, in più l’antipioggia è asciutto, la scelta è vincente! Lascio il freddo a qualcun altro!!

Riparto, la discesa è facile ma la fatica non mi permette di scendere veloce come avrei fatto solitamente, mi godo la discesa e vengo sorpassato da aspiranti HERO che scendono più veloci di me, continuo a pedalare per non farmi venire i crampi, il mio fisico è provato ma io ci sono, penso alle fatiche fatte oggi e mi commuovo, davanti a me l’ultima salita, niente di che, in condizioni normali l’avrei saltata di netto, ma oggi mi trovo spesso a camminare e spingere la mia Torpado, sorrido e qualche goccia di pioggia mi scende sul viso ..ma ormai non piove più da almeno 10min.. sono commosso!! penso alla mia Torpado e rido, ha fatto più fatica lei a mettersi in forma per la gara di me, tra rotture di catena e forature durante gli allenamenti, cambio freni forzato perché inadeguati a imbrigliare la potenza della Torpado in discesa, problemi con la tenuta di pressione dei toubeless dovuta nastro dei cerchi.. ha vissuto momenti difficili, ma il peggiore è il fermo per un problema alla forcell “ di 1 mese” grazie all’incompetenza del service della FORMULA, pensateci prima di scegliere la mia Forcella!! ..mi innervosisco!!! Ma sono in cima so che è finita, sono un HERO, mi commuovo!! Solo discesa, vado con calma, sono solo sul percorso, mancano poco più di 10 km e non piove, è uscito un pallido sole della sera, sono rilassato e mi godo il panorama, sento arrivare una bici veloce, mi accosto senza fermarmi, mi volto ma non c’è nessuno!! Sono stanco!! ancora girato urto una grossa pietra mi sbilancio e cado, nulla di grave, sono stanco “mai più” “mai più”!! salgo in bici alla bersagliera, come sto facendo ormai da Arabba, non perché abbia ancora energie ma perché è l’unico modo che ho per salire in bici senza piegare le gambe, evitando cosi i crampi ☺!! Più avanti una volontaria mi fa cenno di andare a destra, obbedisco e chiedo l’ora mi urla “18:56” mancano 20min l’adrenalina torna magicamente riportando energie e senso della competizione, stringo con decisione il manubrio e comincio a pedalare forte, sorpasso diversi aspiranti HERO, ancora delle salite.. non finisce mai!! “mai più” “mai più” mi rendo conto che manca ancora troppo per arrivare a Selva in tempo ma io non mollo e pedalo forte e guido il mezzo nel sentiero fangoso, attraverso la Sasslong che rimane stupita!! ..è abituata a vedermi scendere forte, si, ma di solito con gli sci!! Uno sguardo in cima in segno di saluto e sfreccio veloce, ci sono! ecco le prime case di Selva, prima di entrare nel Single track finale i rilevatori di tempo che segnalano all’arrivo il mio passaggio suonano il classico doppio BIP BIP, pochi metri e inizio a vedere il traguardo, stranamente non sono emozionato.. penso solo che forse sono nel tempo limite , l’incertezza blocca i sentimenti, non mi era importato fino a quel momento.. ora fiato sospeso!! ..un boato dalle transenne urla MAURINO sei il numero 1!!! Riconosco la voce e vedo benissimo da dove arriva, mi avvicino alle transenne prima di tagliare il traguardo e batto il 5 a Paolo

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Vederli li ad aspettarmi, Paolo, Armando e Fernanda è un emozione fortissima mi fanno sentire un vero HERO, mi dimentico del tempo e della fatica, taglio il traguardo con addosso ancora la grinta della partenza e l’entusiasmo di un bambino a Natale, anche se è tardi ci sono ancora un sacco di persone ad applaudirmi e a complimentarsi, alzo al cielo la mia Torpado, se lo merita,

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sono esaltatissimo, l’adrenalina mi infonde energie che mai avrei pensato di poter avere dopo 10ore e 30min di sofferenza, purtroppo sono fuori tempo massimo di 5min e non rientrerò in classifica, non avrò l’attestato.
…sono comunque felice, la stanchezza è passata, applaudo i bikers che raggiungono il traguardo, racconto questa avventura e penso “mai più” “mai piu” sono felice di aver partecipato, ma “mai pìù”, difficile spiegare, la sofferenza e la fatica fatta oggi va aldilà dell’immaginabile almeno per me, non sono riuscito nemmeno a godermi il giro, troppa fatica, mi domando ancora il perché, a cosa è servito?

..oggi mentre a qualche giorno dalla gara pedalo sulla mia Torpado ripenso alla HERO..

oggi

mi commuovo.. io c’ero.. l’ho finita!! mi ritorna in mente ogni singolo km le emozioni che pensavo di aver perso e di non essermi goduto tornano a come un fiume in piena riempiendo il vuoto che aveva scavato la fatica, tutto quello che sembrava non avere senso ora prende forma, questa gara a ridimensionato il mio concetto di fatica, mi ha dato la possibilità di rimettermi in piena forma fisica, mi ha regalato una nuova passione, la MTB, nuovi amici e la voglia di raggiungere nuovi traguardi e non solo sulla Bici ..insomma mi ha dato più di quanto si è presa!! GRAZIE HERO e non solo a te!!
Grazie Mirko! Grazie Paolo! Grazie Armando! grazie a tutti quelli che hanno creduto in me , in noi!!

.. ah! il “mai più”

pedalo e penso che mancano solo 50 settimane alla HERO 2016!! mi devo allenare perché la prossima volta “io l’Ornella la pedalo!!” ..pedalo e rido!!
Saluti e ringraziamenti speciali vanno a chi ci ha sostenuto, TORPADO, NRC, +WATT, RACE ONE, NUOVA DIMENSIONE SPORT in particolare al Dott. Massimiliano Mantovani, PROBIKESHOP, Bi.Bike, gli istruttori di spinninf che mi hanno fatto sputare sangue e sudore per un anno, alla mia famiglia e a tutti gli amici che hanno sempre tifato per noi. GRAZIE

Mauro

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A proposito dell'autore

1 risposta

  1. Marcello

    Ti conosco ormai da anni ma qui leggo di un Mauro dalla sensibilità che intuivo ma della cui profondità avevo solo una pallida idea. Ho perso un buon collega ma mi resta la ricchezza del tuo spirito. Che la forza sia con te. Marcello.

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