..ricordo qualche tempo fa, quando ancora stavamo creando la Home di becomeahero.it , eravamo alla ricerca delle frase giusta da mettere sulla foto d’ingresso, cercavamo le parole corrette, il concetto perfetto che potesse spiegare il nostro modo di vivere questa esperienza, dopo vari tentativi abbiamo scritto queste parole:

“…fatica,sudore e rispetto, questa è la Sellaronda Hero”

…mai parole furono cosi azzeccate!!
Non sapevamo nulla di una competizione simile, ovvio c’eravamo informati ma certe cose non le puoi prevedere, non le puoi nemmeno immaginare, ci siamo lasciati conquistare dal fascino di un evento cosi importante e muniti di false consapevolezze, ci siamo iscritti!

Eccoci qui: Armando (classe 56..), Mauro, Mirko ed io, noi ci proviamo!

heroes

Dietro alle intenzioni di voler fare una gara cosi dura ci sono tante rinunce, la preparazione fisica richiede sacrifici, bisogna sbattersi, pedalare, allenarsi,palestra,spinning,nuoto,potenziamento muscolare, senza parlare delle spese,attrezzature, spostamenti ecc ecc

Da questo punto di vista, non sono stato molto fortunato…una brutta lesione all’inserzione del bicipite femorale e la relativa tendinite, mi hanno tenuto lontano dagli allenamenti veri (quelli cattivi) per molti mesi, ho dovuto affrontare 1000 terapie, 100.000 sedute di fisioterapia, riabilitazione in piscina, visite ortopediche, insomma uno strazio totale, non mi sono goduto la preparazione, non mi sono divertito, ero stufo marcio e non vedevo l’ora della gara!

… mancano 40gg , in totale ho pedalato circa 700Km e 6000mt il dislivello totale, non è molto ma la situazione era quella il tempo delle lamentele ormai era finito, sono in coda allo stadio di Selva per il ritiro del pettorale (7301) +pacco gara, indietro non si torna e sinceramente non ci penso nemmeno!

paolus

Poi arriva il grande giorno…l’attesa, le speranze, la gioia di esserci, l’atmosfera, il pubblico che applaude, i campioni, gli sponsor, i manifesti, le foto in griglia, pacche sulle spalle, strette di mano,un fiume di colori,migliaia di Bikers , tutto fantastico. Sei protagonista, sei parte dello spettacolo, ci sei anche tu ma….non hai assolutamente idea di ciò che sta per capitarti…

Dopo un test generale eseguito il giorno prima, non mi faccio mancare nulla e mentre pedalo verso l’inizio delle gara mi rendo conto di non avere le scarpe giuste, sono in giro con le scarpe da ginnastica e mi sono già dimenticato il cardio!

Raggiungo gli altri,siamo pronti, integratori +Watt, occhiali NRC, divise Bi-Bike, borracce RaceOne, tutto perfetto, ci scambiamo i classici “..in bocca al lupo..” e… 8.50 lo sparo dello starter mette in moto un treno infinito di pedalatori, gente alla sua prima esperienza , gente navigata, donne,uomini,mogli,mariti,ognuno con la sua storia, pedaliamo felici salutando il pubblico che applaude, tutto questa è fantastico e noi ci siamo, con le nostre divise tutte uguali, i nostri colori! La divisa è bellissima l’abbiamo fatta noi, abbiamo scelto colori,particolari,grafiche,sponsor ecc è tutta roba nostra e vada come vada questo momento non ce lo leva nessuno!

Abbiamo affidato la creazione delle divise a Bi-Bike e devo ammettere che hanno fatto un ottimo lavoro, la grafica è perfetta, il fondello è comodo, bravi ragazzi !!

I sorrisi durano poco, le mani che salutano allegramente gli spettatori ancora meno, la strada asfaltata che porta al Dantercepies è già bella violenta, subito è chiaro che gli scherzi sono finiti.

Il fiume di chiassosi pedalatori abbassa il volume e si infila nella sterrata, si parte… la salita è poderosa, gente che cade, gente a piedi, gente che slitta senza aderenza, ruote impazzite , ruote bucate, pedalo come posso, non devo frullarmi le gambe da subito, provo a salire senza strappi ma le pendenze sono proibitive, il cardio dice 185bpm, la cosa non mi conforta, poi la salita si fa ancora più ripida e i miei piedi toccano terra.

Guardo avanti poi mi volto indietro…posso vedere file di bikers spingere la bici a piedi su queste pendenze devastanti, in pochi pedalano, io scendo e spingo, poi risalgo,poi spingo ancora, poi il cuore non scende, poi bevo, poi cammino, poi spingo, poi cerco di godermi il panorama,poi non ci riesco, poi spingo ancora, poi cammino nuovamente, poi mi rendo conto che tanta gente che sembrava averne più di me è ancora li a pochi metri, cammina e pedala come faccio io, mi sembra di salire lentissimo ma non mi abbatto, sono solo all’inizio e la testa in queste gare dicono sia tutto…speriamo perché se si tratta solo di gambe, sono fritto!

Incredibilmente raggiungo la vetta, non è andata poi cosi male, sono ancora in mezzo alla gente, distante una manciata di minuti dai mie compagni di viaggio, fantastico ci sono! Negli ultimi metri della salita due ragazze mi chiamo per nome, mi dicono di tenere duro, io ci provo e forse ci riesco pure… (..il nome è scritto sul cartello del numero attaccato alla bici..)

Ora però si scende, il mio territorio, mi lancio in discesa con buona lucidità, non sono stanco, l’adrenalina pompa forte, sorpasso un tot di persone, faccio attenzione a non esagerare e poi volo verso la prossima salita il Pralongia.

L’obiettivo minimo è arrivare al primo cancello di Campolongo entro le 12.30 altrimenti la mia gara è già finita.

Affronto la secondo salita con fiducia, cerco di non strafare, le pendenze sono pesanti …anche in questo caso e tutto si ripete, scendo,spingo,risalgo,tengo duro,non mi godo il panorama,insomma storia già vista prima…in più a complicare le cose una leggera pioggia…nulla di male, sono in cima!

Potrei essere al cancello per tempo, spingo a tutta in discesa nel passaggio tra i boschi sorpasso tutti quelli che posso e mi fiondo verso il cancello che ormai è a pochi metri da me……..12.28! L’ho preso!!!! Siiiiiiii

Ci sono anche io allora io questa gara! Le gambe ci sono il fiato meno ma mi sento pronto, due salite pesanti 25Km e sono ancora in gara!!

Spettacolo!

Faccio pausa al ristoro per recuperare, bevo e mangio quel che posso, mi scolo 3 bicchieri di coca, i gel della +Watt (ottimi), una brioches e riparto verso la terza salita.

Al mio fianco gente che ho appena conosciuto che ha il mio stesso passo, decidiamo di salire insieme verso la famigerata…ORNELLA…si salvi chi può!

La salita che stiamo per affrontare porta al Seurasass a 2351mt….è la salita più lunga e probabilmente anche la più dura. Si parte con rampe in asfalto, dure ma pedalabili, salgo costante, sono stanco ma sono ancora lucido e se la salita è tutta cosi, all’arrivo ci passo pure io… (le ultime parole famose).

Arriviamo all’Ornella ed i buoni propositi si spengono su questa mulattiere impraticabile, le pendenze sono mostruose, 28-30% nn riesco nemmeno a puntare i piedi per spingere la bici, mi aspettano circa 3Km in queste condizioni, ci provo tengo duro, ma la salita è straziante, sento le energie abbandonarmi, mi fermo ripetutamente per recuperare ma sono cotto, questa non è una salita è un dramma. Sono sempre meno lucido e le gambe iniziano a tremare, devastante.

Sento la stanchezza dentro, nei muscoli, nei polmoni,nella testa. Scollino dall’Ornella in condizioni pietose sono cotto, nn riesco nemmeno a togliermi lo zaino per recuperare da mangiare, ho finito l’acqua, dietro di me qualche tornante più in basso, intravedo gente straziata arrampicarsi con la bici in spalla, sono finito, non ne ho più, la festa però non è ancora terminata. Mi trovo davanti l’ultimo strappo che porta in cima. Lo vedo davanti a me non voglio crederci…è infinito, pazzesco,un ostacolo troppo grande….evito di dirvi come sono arrivato in cima, ma sappiate che al ristoro c’era solo spazzatura… fortunatamente non sono solo, il buon Michele conosciuto sul tracciato, che si sta facendo la gara con una Fat Bike (eroico), mi sostiene moralmente ed insieme affrontiamo la discesa verso il Pordoi dove ci aspetta il secondo cancello, tempo massimo le 16.00

Dopo aver faticato come mai nella mia vita, comprendo con la poca lucidità rimasta che sono già fuori tempo massimo, affronto la discesa con calma, senza velleità particolari, aggrapparsi alle radici per non scivolare in discesa sotto la poggia, dentro un maledetto bosco infangato, non la possiamo chiamare discesa, la chiamiamo dramma (espressione già utilizzata in precedenza).

Stando attendo a non farmi male, arriviamo al cancello sotto la pioggia,sporchi di fango, straziati nella mente, infreddoliti. Subito mi dicono che sono fuori gara, mi ritirano il numero e mi dicono di aspettare la navetta che mi riporti a Selva.

Ok, 2 ore di attesa…lasciamo stare.. mi portano al traguardo alle 19.05 saluto Michele FatBike e sono pure in tempo per applaudire Mauro e Mirko che sono arrivati demoliti al traguardo, trovo anche Armando che come me si è ritirato giù dal Pordoi.

La gioia di vedere i ragazzi tagliare il traguardo è gigante, come se lo avessi fatto io, applaudo,urlo,abbraccio tutti, sono commosso, io ho fatto il massimo, gli amici anche,la bici è stata perfetta, il resto lo hanno messo le Dolomiti.

Le prime parole sono state “..mai più nella vita..” ma tutto passa e rimangono i ricordi, quelli belli, le speranze il tragitto fatto insieme verso questa grande avventura.

Da oggi il concetto di salita è completamente ridimensionato, ho vissuto momenti durissimi, di vero sconforto ma non ho mai mollato, sono arrivato qui senza avere i galloni nelle gambe, mi sono sparato 50Km e tre passi dalle pendenze indicibili, il prossimo anno….la chiudo!

Voglio spendere due parole per l’amico Armando, classe 56 e condizione fisica da vendere, un vero eroe! Con lui, sua moglie Fernanda che ci ha sempre sostenuto nelle cene pre/dopo gara, l’abbiamo assillata con mille considerazioni tecniche, parlando solo di bici e lei non si è mai tirata indietro, grandissima!

Un saluto anche ai compagni conosciuti sul tracciato, Michele, Luca, Massimo, il tipo tedesco del rifugio dopo il Pordoi, insomma ragazzi è stato fantastico, devastante ma bellissimo

Non auguro a nessuno la fatica che ho fatto ma vivere certe emozioni con gli amici è stato il massimo, ne vale la pena!

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