Come promesso eccoci qui a commentare la seconda tappa stagionale del trittico dolomitico, oggi tocca alla Dolomiti Superbike!
In queta edizione c’è stato il record assoluto di iscritti: 5.509 provenienti da 40 nazioni.
Ahimè questa giro sarò da solo, i colleghi del team sono rimasti a casa a smaltire le scorie della Hero..
A me l’appuntamento stuzzicava.. poi mi ero detto “se ho fatto la Hero dopo 15gg sarò in grado di fare anche la Dolomiti”.. mah.. proviamo!

La location è Villabassa (BZ), il viaggio è un pò più lungo rispetto alla Val Gardena ma la strada corre veloce e arrivo senza troppi patemi verso l’ora di pranzo in quel di San Virgilio di Marebbe. Avendo prenotato circa 10gg prima non potevo pretendere di trovare posto vicino ma non posso nemmeno lamentarmi, mi trovo a circa 40 minuti di macchina dalla partenza. Meglio che niente.

Completo le piccole formalità di check in con il gentilissimo staff del Garni “Pe De Munt“,

pe de munt

lascio bici e bagagli in camera e mi dirigo verso Villabassa per dare un’occhiata alla partenza e ritirare il mio pacco gara.

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, l’ingresso del paese è chiuso alle auto e mi fanno parcheggiare come tutti in un enorme campo a poche centinaia di metri dal centro.

ingresso paese

centro villabassa

Incontro subito con molto piacere Emanuele Zanaga e lo staff di Torpado, sempre gentilissimi e disponibili. Qui loro saranno il main sponsor ed infatti i loro colori campeggiano ovunque. Ho modo quindi di ammirare la nuovissima gamma IMPUDENT 2016 dove fanno bella mostra i nuovi modelli tra cui l’interessantissima full suspended “Eclipse”

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Il centro è pieno dei coloratissimi stand di produttori, ristoratori, abbigliamento e accessori vari legati al mondo della MTB
Un breve passeggiata e poi mi fiondo a ritirare il pacco gara composto da un bellissimo borsone personalizzato, un telo mare in microfibra, una borsa dell’Enervit con borraccia e integratori vari e diversi prodotti locali. Non male!

Alle mie spalle si stagliano imponenti le Dolomiti, bellissime come sempre. Saranno il campo di battaglia di domani
Messner le definisce così “Con la loro moltitudine di pareti, di torri, di guglie, di forcelle e di creste, le Dolomiti costituiscono un’attrattiva irresistibile per chiunque ami la montagna. le loro forme fantasiose e mutevoli, il continuo variare dei colori, il contrasto tra le dolci praterie e la verticalità delle crode compongono un quadro d’un fascino senza uguali”
Come non essere daccordo??

Dolomiti

Rientro in albergo presto così ho il tempo di preparare la bici e dargli un’ultima controllata
Qui conosco Carlo di Rivoli, veterano della manifestazione visto che quella di quest’anno sarà la decima edizione a cui parteciperà.. lui corre anche per il prestigio MTB 2015 e quindi approfitto per chiedergli consigli e suggerimenti su come affrontare questa avventura.

Ci ritroviamo io e lui alle 5.30 nel salone dell’albergo per la nostra colazione, essendo un può fuori mano alla fine siamo solo in due li. Poco male, ci scambiamo gli ultimi consigli e le ultime battute, bici in macchina e partiamo alla volta di Villabassa.

Ci accorgiamo che questa è l’edizione dei record anche in base al traffico, infatti a breve ci troviamo incolonnati lungo un’infinita processione di macchine cariche di bici che va a passo d’uomo in direzione della gara. E qui scatta l’esperienza!
Il buon Carlo infatti, memore di 10 anni di Dolomiti Superbike, taglia improvvisamente in una laterale e ci troviamo in un comodissimo parcheggio all’ombra. Mancano ancora 4Km al paese ma meglio farseli in bici e scaldare le gambe che incolonnati con il rischio poi di doversi cercare parcheggio dove non ce ne saranno più.

La giornata è frizzante, freschina, sono le 7.10, decido di mettermi manicotti e smanicato antivento per raggiungere la partenza. Saranno l’unica volta che li utilizzerò durante tutta la giornata.

Arriviamo alla partenza quando gran parte delle griglie è partita, noi ci incolonniamo nella nostra, il blocco arancione, e attendiamo il via tra una moltitudine di gente festante, bambini, famiglie, curiosi e semplici appassionati.

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Non c’è tensione, sono sereno, traquillo. Ore 8.10 SI PARTE!

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Usciamo velocemente dal paese e imbocchiamo la prima salita, prima su asfalto e poi su sterrato. La pendenza non è impossibile, si pedala bene, ma è lunga..

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La giornata è bellissima, calda, le dolomiti ci guardano, gli elicotteri sono sopra di noi e ai lati della strada sempre un sacco di gente ad incitare, far foto, osservare quel fiume di persone che come formichine si inerpicano nei sentieri

Si arriva quindi dopo 15km al bivio tra il percorso lungo e corto dove per un attimo penso se fosse il caso di fare il corto.. sento ancora sulle gambe le fatiche della Hero, in quel momento sto bene ma mi spaventano un pò i 114km finali.. ma il pensiero dura poco. Sono venuto fino qua per fare il corto.. no, non esiste.. se bisogna fare l’impresa, che impresa sia! E giù a sinistra x il lungo!

Chi non se l’è sentita di impegnarsi su una così lunga distanza ha preso invece la deviazione per il corso che prevedeva 60 km. Anzichè salire verso Piazza San Silvestro e sul Monte Elmo, i concorrenti sono scesi subito a Dobbiaco risalendo sul Prato Piazza per poi rientrare sul traguardo di Villabassa.

Inizia poco dopo una lunga e ripida discesa completamente nel fango a causa di un fiumiciattolo che scorre nei boschi. Bisogna stare attenti a non scivolare, in parecchi scendono dalla bici, capisco che il trucco è quello di non impuntarsi ma di far scorrere le ruote il più possibile e così faccio fino in fondo, molto bella e divertente anche se bisognava essere sempre al massimo della concentrazione per rimanere in piedi.

Ogni tanto i cartelli che indicavano i km rimanenti ci ricordavano che qui non si scherza per niente..

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Parte quindi la lunga salita del monte Elmo, forse la più impegnativa del giro, le pendenze a tratti sono durissime e la salita è lunga, testa bassa e pedalare..

Si arriva in cima, il garmin segna 42Km, finalmente si scollina

La corsa scendeva poi verso Sesto dove c’era la Feed Zone per poi risalivere verso il rifugio Baranci (Haunold Hütte) nei pressi del quale, dopo 65 km, inizio ad avere problemi di crampi che mi accompagneranno per tutto il resto della giornata. Appena imbocco la salita mi devo fermare per alcuni minuti per tirare il muscolo. Il dolore è lancinante, non riesco a stare in piedi, a piegare la gamba, nemmeno a montare in bici.
Mi prende un attimo di sconforto, ho paura di non ruscire a ripartire… mi calmo, bevo.. tiro il muscolo e pian piano rimonto in sella.. per ora pericolo scampato. Ma la cosa si ripeterà più volte purtroppo, alla fine non ricordo esattamente ma saranno almeno 5 o 6 punti in cui mi dovrò fermare a causa di crampi.

Ai rifornimenti si trova sempre di tutto, questa volta anche le angurie. Un riconoscimento va anche a tutti i ragazzi che hanno lavorato ai vari ristori e che sono sempre stati gentilissimi e attenti con tutti quanti.

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La Dolomiti Superbike a quel punto si dirigeva prima verso i Laghi di Dobbiaco e Landro per affrontare sull’ultima ascesa della giornata, quella di Prato Piazza (Plätzwiese) dove c’erano il secondo GPM e l’ultimo ristoro. Qui a metà salita ultimo attacco di crampi, sono un pò tirato con i tempi, sarebbe una beffa fermarsi adesso, se alzo lo sguardo vedo il GPM.. cerco di far passare il dolore, passa qualche minuto e finalmente riesco a tornare in sella. Arrivo al cancello con appena 15 minuti di vantaggio ma ce l’ho fatta!

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A quel punto mancavano gli ultimi 13 km che in discesa riportavano la Dolomiti Superbike al traguardo di Villabassa

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discesa veloce su sigle track molto divertenti con radici e piccoli salti, la fatica sulle braccia si fa sentire, la bici cerca di scappare in quei tratti e bisogna essere sempre concentrati per cercare la migliore traiettoria. Le velocotà che si sono toccate in questa gara in discesa sono veramente folli, io che in discesa non sono una scheggia segno 64,4Km/h

Arriviamo quindi al cartello dei 5Km, ne sono passati un’infinità dalla partenza, ho conosciuto un sacco di ragazzi che hanno condiviso la mia stessa fatica, fatto battute, lanciato imprecazioni, impressioni.. e tutto questo lo ripasso mentalmente mentre percorro gli ultimi tratti, vedo il paese da cui siamo partiti. Mi sembra impossibile averla chiusa, a soli 15gg dalla HERO. La fatica è stata tanta, le gambe avevano addosso ancora i rimasugli del sellaronda e secondo me infatti i crampi sono derivati da un non perfetto recupero.. mille pensieri affollano la testa fino a che non raggiungo l’ultimo rettilineo. Lo speaker chiama il mio nome, la gente batte la mani, fa festa, come se avessi vinto io.. sensazione da provare, difficile descriverla.
Non importa più niente ormai, la fatica non c’è più, solo tanta emozione per aver portato a termine anche questa impresa, sono nei tempi, non mi sembra vero, ce l’ho fatta!

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3 Risposte

  1. Densi Enzo

    Per quel che valgono complimenti per aver portato a termine la Dolomiti, sopratutto dopo la Hero che ho fatto anche io quest’anno!

    Che differenza hai trovato tra le due gare? Sarebbe interessante scrivessi un post che raccontasse le due esperienze!

    Ciao Denis

    Rispondi
    • Mirko

      Ciao Denis, ti ringrazio per i complimenti 🙂
      in effetti non è stata una passeggiata ma la soddisfazione alla fine ripaga dei tanti sacrifici fatti durante l’anno e della fatica di quei giorni
      Grazie mille per il suggerimento, stavo pensando proprio in questi giorni se aspettare la 3Epic e poi fare un report generale di confronto od iniziare subito con queste due, che seppur simili sono molto diverse tra loro. In ogni caso ci saranno diverse novità nei prossimi giorni, continua a seguirci

      Alla prossima 🙂

      Rispondi

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